<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788</id><updated>2012-02-05T03:29:20.304+01:00</updated><title type='text'>Il Blog di Francesco Melchionda</title><subtitle type='html'>"Abbi il coraggio di
usare la tua propria intelligenza", Kant</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>19</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-6243948263672813175</id><published>2007-09-24T16:49:00.000+01:00</published><updated>2007-09-24T18:00:59.652+01:00</updated><title type='text'>Pochi piagnistei</title><content type='html'>Con i se e con i ma, non si va da nessuna parte! Nel suo ultimo commento, Lauriola ha scritto: "L'iniziativa è saltata perchè i presidi regionali del libro non mi hanno dati dei soldi e dell'amministrazione comunale neanche a parlarne". Bene. Faccio, pertanto, delle considerazioni: 1) se dovessimo aspettarci sempre qualcosa dagli altri, Lauriola farebbe bene a chiudere bottega!; 2) i miei precedenti articoli non erano un attacco alla libreria in quanto tale, anzi, nè, tantomeno, alla libraia; 3) nell'invitare gli autori menzionati non volevo di certo ridimensionare la storia locale, fatta di sacrifici umani e abnegazione; 4) il problema è sempre lo stesso: nella nostra città le sagre paesane - che non interessano più a nessuno: basta contare i numeri dei presenti - sono l'esclusiva della città; 5) nessuno ha chiesto a Lauriola di salvare la cultura a San Giovanni Rotondo; 6) ho più volte scritto sull'amministrazione, anche quando era in una botte di ferro - a differenza di Lauriola, brava solo a farlo in privato o quando nessuno le può rispondere, come nel caso che stiamo vivendo - e sulla sua incapacità di governare questo paese: farlo in una circostanza dove a Palazzo di Città regna il nulla più assoluto, sarebbe stato un vano esercizio retorico. Chiarito questo, resto convinto delle mie idee: e cioè che a Lauriola manchino le capacità manageriali per volare alto. Non sara mica un delitto, dire questo! Se poi, un giorno dovesse capire, Lauriola, come funziona una attività che produce cultura e che con essa trae dei profitti, sarò ben lieto di ricredermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Conosco Giuseppe Mangiacotti da diversi anni (esattamente dal 2003); me lo ricordo come una persona disponibile, affabile e socievole. Tante volte sono state le occasioni in cui ci siamo confrontati; entrambi abbiamo creduto, e in maniera convinta, nel progetto che il Grande Defenestrato voleva perseguire per il bene della città. Inevitabile è stata la rottura quando, e in tante occasioni, ho preso posizione contro il modo di fare - che tutti abbiamo avuto modo di conoscere -  del Grande Defenestrato.&lt;br /&gt;Ho letto quello che ha scritto a proposito degli attacchi che il povero fratellino ha ricevuto in questi anni: "In questi 2 anni e mezzo  - è la lamentela di Giuseppe - una mezza dozzina di visitatori del portale grazie a te sono stati autorizzati a scrivere di tutto, avresti avuto avere il dovere professionale (riferito a Giovanni Piano) ma soprattutto morale di filtrare certe calunnie". Mi dispiace essere in disaccordo con Giuseppe: ma il problema è un altro, e cioè che il Grande Defenestrato è stato il primo responsabile dello sfascio che abbiamo sotto gli occhi.&lt;br /&gt;In politica, come nella vita, caro Giuseppe, non contano solo gli onori ma, soprattutto, gli oneri. Il Grande Defenestrato ha voluto, nei due anni di amministrazione, fare e strafare, fregandosene dei consigli, delle critiche, anche dure, che gli sono piovute. La corte dei lacchè, le troppe promesse fatte durante la campagna elettorale, la debolezza di carattere, l'arroganza, la scelta degli uomini, caro Giuseppe, sono stati i punti deboli che, inevitabilmente, hanno portato a questo disastro. Prendersela con un portale di confronto - che secondo me andrebbe impostato in un altro modo: e non mi stancherò mai di dirlo - è troppo facile. Occorre, pertanto, avere il coraggio di ammettere le colpe, gli errori e mettersi, per il bene del paese, da parte. Una volta per tutte. Senza se e senza ma.&lt;br /&gt;In questo caso, quindi, sono dalla parte di Giovanni Piano che, nonostante le censure, ripicche e l'eccessiva morbidezza, va ringraziato per il lavoro - gratutito - che sta facendo per la nostra comunità.&lt;br /&gt;Caro Giuseppe, la libertà d'informazione vale sempre e non solo quando ci si scaglia sugli oppositori. Maturità e buon senso vogliono che si abbia l'onestà intellettuale per comprendere che una avventura - nata sotto i migliori auspici, con gli oltre 8 mila votanti - è finita e che è ora di voltare pagina. Tutto qua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-6243948263672813175?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/6243948263672813175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=6243948263672813175&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/6243948263672813175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/6243948263672813175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/09/pochi-piagnistei.html' title='Pochi piagnistei'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-5585435261228251816</id><published>2007-09-20T17:38:00.000+01:00</published><updated>2007-09-20T18:09:32.286+01:00</updated><title type='text'>Il re è nudo, finalmente!</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ai nostri politici e a tutti quelli che vogliono intraprendere la carriera politica.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;“&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La politica è forse la sola professione per la quale non si ritiene necessaria alcuna preparazione&lt;/em&gt;”&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="TEXT-ALIGN: right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Robert Louis Stevenson)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La notizia mi è giunta tramite un sms. Un caro amico mi ha avvertito: “Francè, l’amministrazione comunale è caduta”. Appena avuta la possibilità di collegarmi ad internet, ho letto quello che riportava la Pravda sangiovannese, ovverosia il portale “sangiovannirotondonet.it”, guidato amabilmente da Catone e Saffo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’articolo, sempre equidistante, raccontava solo che l’amministrazione si era sciolta dopo la raccolta delle firme di ben 11 consiglieri comunali, quattro dei quali legati, in qualche modo, al centro-sinistra.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alla notizia, un moto di sollievo e gioia. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E’ finita un’esperienza iniziata sotto i migliori auspici. Otto mila voti. Tanto entusiasmo, impegno profusi da elettori sinceri e convinti, dagli amici e, infine, dai numerosi lacchè che non mancano mai. Ricordo ancora i discorsi pubblici del defenestrato e umiliato Mangiacotti: “progresso, trasparenza, largo ai giovani, i miei maestri saranno Fiore, Salvemini e Luigi Tamburrano”. Che fine indecorosa, caro Mangiacotti, hai fatto! Una fine indecorosa, dunque, ma strameritata e voluta.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ex sindaco è rimasto prigioniero non solo dei suoi arroganti, mediocri, incompetenti assessori e consiglieri (anche quelli privati), ma, soprattutto, delle sue innumerevoli promesse da messia. Promesse, naturalmente, mai mantenute, cambiali non rispettate, progetti tutti in cantiere, attesa rinascita trasformatasi ben presto in incubo. Un incubo amaro, soprattutto per noi poveri e onesti cittadini che nel 2005 lo votammo in massa.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ricordo ancora, come se fosse adesso, l’intervista che mi rilasciò nell’ottobre scorso a Palazzo di Città. Me lo ricordo quieto, sorridente, falso, bugiardo, ipocrita, docilmente seduto sulla tanto ambita e comoda poltrona che già allora immeritatamente riscaldava. Difendeva il suo operato, difendeva a spada tratta gli amici Siena e Cusenza, con il sorriso sulle labbra accusava me di disfattismo, eccessiva durezza e poco oggettività nelle analisi; era lui, in pratica, che accusava tutto e tutti: l’opposizione, il cosiddetto ceto medio riflessivo e la popolazione tutta. Nelle sue risposte, descriveva una città che, nella dura realtà di tutti giorni, non esisteva affatto. Pontificava ex cathedra, descrivendo, come Berlusconi, il paese dei balocchi: nuove strade, piscina, campi da tennis, soldi per la cultura e chi più ne ha più ne metta. Mentre registravo le sue risposte, dal corridoio del primo piano di Palazzo di Città il via vai di gente era impressionante, mi sembrava, a dire il vero, di essere in un suk a Instanbul dove la gente baratta di tutto. Nel frattempo il Messia seguitava a narrare un paese che non c’era: un paese vuoto, un paese insensibile, stanco e nauseato. Alla Pravda sangiovannese molti navigatori hanno scritto contro l’intera classe dirigente: non sarà, per caso, che essa è lo specchio della popolazione che, due anni or sono, votò per questi politicanti?!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il grande distributore di mani è l’artefice di questo sfascio: a lui spettavano tanti onori ma, soprattutto, tanti oneri. La bussola che avrebbe dovuto seguirlo lungo tutto il percorso si è smarrita; i consiglieri, come accadde per l’altro disastro di nome Squarcella, ben presto si sono dimostrati degli impenitenti gaffeur, volgari, arroganti e bugiardi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qualche giorno fa, in una conversazione avuta a casa dello storico Giuseppe Tamburrano, presidente della Fondazione Nenni a Roma, e bistrattato dalla vecchia amministrazione capeggiata dal grande distributore di mani, discettavamo, in una cornice accogliente dove i libri la facevano da padrone, sul presente della nostra città. Il professore mi ha detto: “Quella città non la riconosco più: da quando mi sono trasferito qui a Roma ha subìto un’involuzione impressionante. Occorre, a questo punto, puntare solo ed esclusivamente sui giovani”.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo scenario, adesso, è quanto mai cupo e avvilente. Ancora una volta ci tocca ripartire da zero, nonostante la gente, quella perbene, sia nauseata e schifata. Cosa succederà, dunque?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali manovre si metteranno in moto? Chi avrà il coraggio di mettersi in gioco? Quante liste, adesso, si formeranno? Cosa faranno gli attuali componenti dell’intero consiglio comunale? Vedrete che ognuno farà la morale all’altro; ogni gruppuscolo cercherà di sputare fango sulle altre piccole lobby che si annidano tra le torbide stanze dei partiti e di Palazzo di Città. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E chi penserà alla collettività? Quale sarà il demiurgo che con il bastone (senza carota, ovviamente, visti i tempi) detterà i tempi di una attesa rinascita? Mala tempora currunt…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PS: Mi chiedo, inoltre: come farà la Inge Feltrinelli della nostra città, vale a dire Lauriola, a organizzare i suoi mega eventi culturali, Che ne sarà del povero Crisetti, chiamato a giudicare le grandi opere? Come verranno scelti i magnifici Zibaldoni leopardiani che, tra un mignon e un crodino, offerti generosamente dal Pasteus, saranno illustrati nel medesimo centro di ritrovo socio-eno-gastronomico-cultural per la Belle Epoque sangiovannese? E i cenacoli? E le rassegne? Ah dimenticavo… Ha già nel suo fittissimo calendario Travaglio, Stella, Odifreddi, Beha…&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-5585435261228251816?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/5585435261228251816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=5585435261228251816&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5585435261228251816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5585435261228251816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/09/ai-nostri-politici-e-tutti-quelli-che.html' title='Il re è nudo, finalmente!'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-1753754317659516121</id><published>2007-09-17T18:47:00.000+01:00</published><updated>2007-09-17T18:48:27.332+01:00</updated><title type='text'>Senza Parole 2</title><content type='html'>&lt;p&gt;Tante parole per non dire  nulla! L&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; di Lauriola di accettare la provocazione e trasformarla in  azione concreta &amp;egrave; ormai cronica. Il provincialismo di Lauriola &amp;egrave; un dato di  fatto assolutamente apodittico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Rispondo al commento della  libraia, ponendole qualche umile quesito: come mai in altri paesi molto meno  noti del nostro, gli autori accettano di buon grado l&amp;rsquo;invito a presenziare le  loro fatiche letterarie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Come mai i soldi negli altri paesi &amp;ndash; non tanti  comunque &amp;ndash; si riescono a reperire con una certa facilit&amp;agrave;, e da noi, nonostante  il vorticoso giro di miliardi ruotante intorno alla figura desacralizzata di  Padre Pio, si reperiscono solo le briciole?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Come mai &amp;ndash; era quello che avevo consigliato &amp;ndash;  Lauriola non ha chiesto un sostegno economico e sponsorizzazioni varie alle  banche, al Comune, agli albergatori o alla Provincia? Valeria, mi sa, vorrebbe  avere la botte piena e la moglie ubriaca&amp;hellip; e ci&amp;ograve; non &amp;egrave; assolutamente possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Lauriola, inoltre, dovrebbe sapere che dietro la scrittura  di un libro c&amp;rsquo;&amp;egrave; tanta fatica, sacrificio, impegno: mi sembra normale, quindi,  che chiedano gli illustri &amp;ndash; trattati dalla libraia con un certi disprezzo &amp;ndash; un  compenso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Il rovescio della medaglia, per&amp;ograve;, mette in luce &amp;ndash; ma  il cervello di Lauriola non ha questa arguzia &amp;ndash; che una rassegna letteraria di  questo livello, con nomi del genere richiamerebbe gente da tutta la provincia e  le permetterebbe davvero di sbarcare il lunario, di farsi un nome e di  guadagnare un bel po&amp;rsquo; di soldie di aiutare il paese a aprirsi culturalmente.  Quando organizzai la presentazione del mio libro, invitai lo storico Beppe  Vacca e il deputato Peppino Caldarola. Ebbene: il chiostro comunale era  stracolmo, la vendita buona, pubblicit&amp;agrave; tanta e confronto di livello. E sapete  quando spesi per invitare i due relatori: zero euro! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Occorre tanta volont&amp;agrave;, voglia di rischiare, poca  permalosit&amp;agrave;, tenacia e pochi fronzoli. Ad oggi, Lauriola non ha dimostrato  queste capacit&amp;agrave;, checch&amp;eacute; ne dicano lei e i suoi amichetti, poco propensi ad  accettare qualche critica, oggettiva e reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Se &amp;egrave; contenta di quello che ha fatto &amp;ndash; Ciccone,  D&amp;rsquo;Apolito, Luciani &amp;ndash; stappiamo una bella bottiglia di champagne e, mogi mogi,  andiamo tutti a festeggiare la   Rinascita socio-culturale di San Giovanni Rotondo e i mega  successi di Lauriola e compagnia bella, pronti, inoltre, a cancellare il link  del mio blog dal portale Sangiovannirotondonet.it quando si scrive qualcosa di  sgradito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Il mio non &amp;egrave; assolutamente astio, ma cerco di  raccontare i fatti cos&amp;igrave; come si svolgono; non &amp;egrave; mia intenzione &amp;ndash; checch&amp;eacute; se ne  dica &amp;ndash; diventare il Don Chisciotte della citt&amp;agrave; n&amp;eacute;, tantomeno, vittima di questa  societ&amp;agrave;: ho le spalle troppo larghe. La povera (di tasca e di mente) Lauriola  non sapendo a cosa appigliarsi, in un commento prolisso, noioso e ridicolo, si  scaglia contro di me solo per coprire le sue copiose defaillances.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  E poi basta con questi &amp;ldquo;vorrei&amp;rdquo;: se si hanno delle  capacit&amp;agrave; questi &amp;ldquo;vorrei&amp;rdquo; possono diventare fatti reali.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;PS: prenda sul serio quelli che le fanno comodo. Di  certo dormir&amp;ograve; sonni tranquilli e sereni anche senza il suo avallo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-1753754317659516121?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/1753754317659516121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=1753754317659516121&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/1753754317659516121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/1753754317659516121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/09/senza-parole-2.html' title='Senza Parole 2'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-5509134487495747355</id><published>2007-09-11T11:29:00.000+01:00</published><updated>2007-09-11T11:32:17.417+01:00</updated><title type='text'>Senza Parole</title><content type='html'>&lt;p&gt;Niente di nuovo sotto il cielo sangiovannese! Sempre la solita solfa. Qualcuno si chiederà: perché Melchionda dice questo? Vi spiego il perché. Mesi fa, subito dopo le feste pasquali, in una conversazione piacevole, la titolare della libreria &lt;strong&gt;Fahrenheit&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Valeria Lauriola&lt;/strong&gt;, mi chiese, sapendo dei miei contatti con Roma e Milano, di darle un aiuto nell’organizzare eventi culturali – convegni o presentazioni di libri – di altissimo profilo. Eventi che, al contempo, avrebbero dato lustro alla città – una delle più misere a livello culturale -  notorietà e, perché no? soldi a Lauriola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La mia risposta, al suo invito, fu immediato e disinteressato&lt;/strong&gt;: era ora – mi dicevo – che qualcuno/a cercasse di fare cose degne di nota. Pertanto, nell’arco di pochissimi giorni, ottenni l’ok di personaggi che nella vita pubblica del Paese esercitano un’influenza di non poco conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dovere di cronaca, e senza nessun tipo di arroganza o vanteria, vi elenco gli autori che avevano dato la &lt;strong&gt;disponibilità a raggiungere San Giovanni Rotondo: Marco Travaglio, Piergiorgio Odifredddi, Candido Cannavò, Olga D’Antona, Gian Antonio Stella, Guido Rossi, Darwin Pastorin, Guido Rossi, Francesco La Licata, Oliviero Beha, Gustavo Zagrebelsky, Massimo Fini e Riccardo Iacona&lt;/strong&gt;. Quando portai a Lauriola l’elenco, prestigioso, degli scrittori, giuristi, giornalisti che avevano dato l’avallo al mio invito, la sua reazione fu entusiasta. Aveva capito che poteva davvero sbarcare il lunario!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il sostegno dei &lt;strong&gt;‘Presidi del Libro’&lt;/strong&gt; e i nomi summenzionati, in città si poteva – finalmente! – uscire dal cono d’ombra. Era l’occasione, a mio modesto parere, per sprovincializzare, almeno un po’, San Giovanni Rotondo. &lt;strong&gt;A distanza di mesi, oramai, cosa mi ritrovo a leggere sul portale della città?&lt;/strong&gt; Che l’assessore Crisetti, insieme a Lauriola, Giovanni Piano e Grazia Centra presiederanno la giuria del  concorso letterario intitolato: “Amore, amicizia e altri legami”. &lt;strong&gt;Per dirla in poche parole, la classica sagra paesana, inutile e ridicola. Stiamo messi davvero male…!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: Questo breve resoconto cronistico l’avevo inviato nella sezione dei commenti dell’articolo “La festa dei lettori” sul portale Sangiovannirotondonet.it. Qualcuno mi sa dire per quale motivo mi è stato censurato? &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-5509134487495747355?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/5509134487495747355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=5509134487495747355&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5509134487495747355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5509134487495747355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/09/senza-parole.html' title='Senza Parole'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-6420544176736100689</id><published>2007-05-14T15:40:00.000+01:00</published><updated>2007-05-14T15:42:52.551+01:00</updated><title type='text'>Il Partito della Restaurazione</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questa società italiana appare putrefatta e moralmente fiacca. Tutta, non soltanto il governo e il sottogoverno: tra chi sta dentro il palazzo e chi sta fuori c’è corrispondenza. La corruzione dei politici e dei loro manager è una costante della vita politica italiana: nasce soprattutto dal bisogno di procurarsi l’enorme quantità di soldi che i partiti e le loro correnti divorano, coinvolge tutti o quasi, creando una ragnatela di reciproci ricatti.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;(Norberto Bobbio)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Durante gli anni del suo segretariato, il Chiacchierone, il Grande Distributore di mani, il Signor Sì (ma solo a parole) della politica sangiovannese, il nuovo Pseudo-Messia della città, l'uomo delle tessere, vale a dire Salvatore Mangiacotti, sindaco diessino – lo spero fervidamente – con i giorni contati a Palazzo di Città, aveva promesso cambi radicali, rivoluzioni, un rinnovamento generazionale, da molti auspicato,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;all’interno del suo partito; e in effetti, l’avventura partì sotto i migliori auspici: nuove teste pensanti, un programma politico finalmente diverso, riscoperta di ideali coperti fino ad allora da una spessa coltre di indifferenza ma, soprattutto, di ignoranza, entusiasmo alle stelle, volontà di mettersi in gioco furono alla base del successo politico e personale dell’attuale sindaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo dirigente che gestiva le sorti del partito fu determinante e deciso nell’appoggiare la candidatura a sindaco di Mangiacotti che, più di due anni or sono, aveva tutte le carte per meritarsi quella candidatura: il lavoro da consigliere comunale raccolse applausi, consensi, sostegno anche da quelle persone che politicamente erano schierate con uno dei peggiori centro-destra che la storia politica sangiovannese ricordi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel gruppo dirigente che, nel momento dell’insediamento, si era posto l’obiettivo, ambizioso, di far fare alla politica in generale quel salto di qualità indispensabile, doveroso che tutti attendevano con trepidazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel salto di qualità che avrebbe dovuto eliminare dall’agone politico tutte quelle persone che al partito e alla città avevano solo fatto del male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è avvenuto, nel frattempo? Cos’è mutato nelle stanze della Quercia? Che fine ha fatto quel patrimonio di progetti, idee, speranze, amicizie, sogni? Come mai la casa diessina si è ben presto trasformata in un grandissimo e velenoso viperaio dove tra anfratti più o meno segreti si annidano tante lingue pericolose e cancerose?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un torno di tempo, però, molto breve, e dopo la parentesi mediocre e avara di risultati concreti di Giuseppe Lauriola – che per l’unità del partito ha rinunciato a denunciare la deriva restauratrice, misoneista, affaristica del medesimo – il partito diessino è ripiombato nella più profonda crisi politica e morale degli ultimi sei anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bugiardo Mangiacotti, che nel suo periodo migliore aveva promesso, anche pubblicamente, che i vari Dragano, Marcucci, Siena – la triade ‘mitica’ di San Giovanni Rotondo – sarebbero spariti dalla scena politica, perlomeno da quella del partito della Quercia. E invece? E invece i redenti, forti delle tessere a disposizione all’interno dei Ds, sono più che mai vivi; più vitali di qualche anno fa; l’età – che per tutti noi trascorre in maniera inesorabile – per i tre redenti sembra non passare mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per i poveri e comuni mortali le palesi menzogne del sindaco Mangiacotti, si son rivelate vere e proprie mazzate; mazzate che hanno distrutto il sogno di tanti militanti che ancora credono nella politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual era il sogno che tanti fantasticavano durante la notte? Semplice: che la triade – e a questa ci aggiungo anche i vari Urbano, Longo (il moralista, una volta persa la poltrona di assessore), Ciuffreda (la donna che crede solo in sé stessa), De Angelis (il falso ideologo del partito), Martino (la senilità politica ancora non gli rende chiari i suoi progetti futuri), il disastroso Mangiacotti (ogni mattina, quando mi sveglio, la prima domanda che mi pongo: è la seguente: chi prenderà per i fondelli il signor Sindaco?) – venisse una volta per tutte disintegrata. Era questo, d’altronde, uno degli obiettivi che si erano posti i maggiorenti di allora, di adesso, di domani, di dopodomani e del nuovo millennio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sogni, però, si son trasformati in veri e propri incubi: Dragano (il Sommo Poeta del partito, il Dante Alighieri della città), dopo il nulla rasentato in occasione del suo segretariato, e nonostante abbia tuttora la vergognosa impudenza di affermare che con la politica ha ormai chiuso definitivamente, è, a tutti gli effetti, membro del mastodontico direttivo che l’ultimo congresso sezionale ha partorito, così come il sodale Marcucci, sempre sulla cresta dell’onda; Siena, nonostante il palese conflitto d’interessi tra l’incarico pubblico e la professione che esercita, scelto addirittura dal sindaco Mangiacotti come assessore per la sua “comprovata esperienza e capacità”, secondo le parole pronunciate dal sindaco in occasione di un’ intervista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli altri? Cosa hanno fatto gli altri davanti a questo ritorno? Ad un ritorno, povero e miserevole, dello &lt;em&gt;status quo&lt;/em&gt;? Semplice: come tante pecorelle ‘smarrite’ si sono accodate al nuovo pastore diessino che dovrà traghettare la Quercia verso la creazione del Partito democratico, vale a dire Colella, il catto-comunista che un giorno incensa la Chiesa e l’altro, invece, benedice il mito di Berlinguer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un partito alla deriva, dove l’ateismo è stato sostituito dal più fervido clericalismo, il rinnovamento alla restaurazione, gli ideali al più bieco affarismo, la democrazia all’oligarchia, la visione differente del partito alla formazione di tante minicorrenti l’una in competizione con le altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti a lamentarsi dello sfascio del proprio partito, ma nessuno – dico nessuno! – che abbia il coraggio non solo di denunciare il tutto, ma anche di dimettersi dalla carica che ricopre: consigliere, assessore e chi più ne ha ne metta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il fallimento, in primis, delle generazione dei cinquantenni-sessantenni, quelli che hanno comandato il partito, prima come comunisti e poi come ex-comunisti, per decenni; ma è il fallimento – e qui sta, forse, forse la gravità della situazione – dei quarantenni, quelli che, oggi, sono nelle stanze dei bottoni, nei saloni decorati del potere, pieni di riverenza e servitù; quel potere che ha offuscato le menti, molto labili, dei governanti diessini, governanti pieni di arroganza e perfidia; quel potere che ha fatto perdere il contatto con la realtà, quella dura e piena di sacrifici a cui la gente è sottoposta. È il fallimento, quindi, di due intere generazioni, verso le quali molti avevano riposte tante speranze. Un fallimento che non ammette scusanti o giustificazioni. Un fallimento partorito volutamente, che ha tante madri e tanti padri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i tanti militanti che hanno creduto seriamente alla politica è giunta l’ora più triste e dolorosa: quella della disillusione, del ritorno a casa, un ritorno mesto, a testa bassa, con la bandiera ripiegata su stessa, una bandiera da riporre nel più nascosto armadio di casa, in attesa – ma ci sarà un’altra occasione di riscossa, mi chiedo? – di una pronta rivincita verso coloro che hanno distrutto, e forse in maniera irreversibile, il sogno di tanti onesti cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo in questa occasione: cosa ha impedito, dunque, le pecorelle ‘smarrite’ a tacere per l’ennesima volta di fronte ad uno schiaffo così sonoro e doloroso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quale motivo, dunque, nessuno o quasi, denuncia il fatto che ogni minicorrente presente nel partito ha una certa influenza nelle scelte affaristico-clientelari in base al numero di tessere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da che cosa dipende questo atteggiamento volutamente discriminatorio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Colella, aspettiamo dal suo pulpito una qualche spiegazione in merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà vana l’attesa…? &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-6420544176736100689?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/6420544176736100689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=6420544176736100689&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/6420544176736100689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/6420544176736100689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/05/il-partito-della-restaurazione.html' title='Il Partito della Restaurazione'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-2384250444490800598</id><published>2007-05-02T14:18:00.000+01:00</published><updated>2007-05-02T14:23:29.710+01:00</updated><title type='text'>Spazio e fiducia ai ragazzi!</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Conosco Claudio Mischitelli da tantissimi anni; in passato, molto prima della ribalta mediatica, e dopo alcuni miei scritti sulla nostra città, ebbi più volte la possibilità di scambiare pareri, idee sui temi che ogni cittadino sangiovannese dovrebbe avere a cuore, ma che – ahimè – poco toccano la sensibilità dei miei concittadini: una politica davvero diversa, l’impegno verso i ragazzi deviati dalle piaghe che tutti conosciamo, le tematiche ambientali di stringente e rilevante interesse etc…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo essere venuto a conoscenza della sua nomina a coordinatore locale di “Forza Italia Giovani” – una sana e pulita novità nel mare magnum asfittico, corrotto e noioso della politica sangiovannese – decisi, dopo un incontro privato, di capire realmente cosa avesse spinto Mischitelli a gettarsi nell’arena politica (un “bellum omnia contra omnes”, secondo la felice espressione del filosofo Hobbes) della nostra città; gli chiesi, pertanto, se aveva voglia di rilasciare un’intervista al sottoscritto: la sua risposta fu immediata e senza nessun tipo di tentennamento. Si vedeva che il giovane coordinatore avesse voglia di parlare, in primis ai suoi coetanei, di esternare il suo pensiero politico – ancora in fase di maturazione. Traspariva anche dal suo gesticolare il desiderio di buttarsi subito a capofitto nell’agone politico. Il lavoro, del resto, che c’è da fare, soprattutto nella sua fazione, è davvero tanto: tenacia, fantasia, senso delle istituzioni, grinta, coraggio, vis polemica non devono assolutamente mancare se veramente si vogliono risollevare le sorti e del partito forzitaliota e della politica della nostra comunità. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi lascia ben sperare che un partito come Forza Italia, guidato pro tempore da Santarsiero, abbia deciso di seguire la politica del rinnovamento e del ricambio generazionale: ogni tanto, a mio parere, bisogna investire nei ragazzi, dargli fiducia, saperli aspettare, anche se sbagliano.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Spero solo che la fiducia e la disponibilità che molti nutrono – almeno per ora, giustamente – nei suoi confronti non vengano tradite…&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;* * *&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Claudio Mischitelli, da qualche giorno ormai, è diventato coordinatore locale del circolo Forza Italia giovani. Com'è maturata tale scelta all'interno del vostro movimento?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Da parte mia c’è sempre stato interesse verso la politica e verso “Forza Italia”, ma ho deciso di intraprendere solo ora questo percorso sia per motivi anagrafici, sia per le note vicende che hanno portato il partito negli scorsi anni in mano a gente che, a torto o a ragione, non perseguiva i miei obbiettivi, e più in generale quelli che un partito che si presenta come alternativo alle sinistre è tenuto a perseguire. Nel 2005, dopo la batosta elettorale delle amministrative, ci eravamo ripromessi con Alessandro Santarsiero di risentirci non appena ci fossero stati dei segnali positivi. E la telefonata di Alessandro di qualche settimana fa è stata l’inizio di alcuni incontri che hanno sancito il mio ingresso in “Forza Italia Giovani”. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Il partito di Forza Italia, da anni riversa in una acuta e cronica crisi non solo politica ma anche morale visti anche gli scandali amministrativi perpetrati dall'ex sindaco Squarcella e sodali. Come pensa di attrarre le cosiddette nuove leve, troppo impaurite e nauseate dai torbidi giochi della politica sangiovannese? Con quali atti intende avvicinarsi ai ragazzi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Penso che bisogna mettere i ragazzi di ogni ceto sociale e fede politica di fronte allo stato attuale delle cose. Le porto un esempio: se non si interviene sul sistema previdenziale io, lei e la maggior parte dei ragazzi appartenente alla nostra fascia di età non avremo una pensione. E, anche se l’attuale governo cerca di camuffare dietro falsi problemi questa grande piaga del nostro paese, la sinistra radicale non ha intenzione di “ritoccare” il sistema pensionistico attuale. Proprio quella sinistra che si dice così vicina ai giovani ed alle loro problematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei stare qui a citarle una valanga di altri esempi, sugli incentivi ad intraprendere un’attività privata, sulla sicurezza e quant’altro. Ma il problema è far capire a tutti, ed è una battaglia che già combatto quotidianamente, che se non ci svegliamo il collasso del sistema sarà inevitabile.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Non pensa anche lei che il lavoro più faticoso che l’aspetta, a patto che lei riesca a dimostrare veramente di valere e di contare non solo nel suo partito, sia quello di formare politicamente, culturalmente e civicamente le tante masse giovanili, ignoranti e insensibili sui temi più scottanti? Se sì, attraverso quale percorso formativo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sensibilizzare il giovane su tematiche che si avvicinano molto al “politichese” è indubbiamente difficile, ma un po’ per cultura, un po’ per indole, sono abituato a vedere le cose con un certo ottimismo, anche perché nascondersi dietro al problema non aiuta sicuramente a risolverlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le politiche giovanili per ovvi motivi mi hanno sempre affascinato e cercherò per quel che mi compete di riuscire a far comprendere i problemi e di trovare insieme una soluzione da proporre a chi di competenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i temi più scottanti, per non generare ulteriore confusione, mi avvarrò di politici e tecnici del settore che di volta in volta tratteremo. Ho già avuto il piacere di conoscere anche in ambito regionale e nazionale persone molto disponibili in questo senso.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Nella nostra città – e mi ricollego alla domanda precedente – la politica e l’universo-giovani sembrano due rette parallele che non si incontrano mai; anche negli altri partiti, e in primis in quelli di centro-sinistra, il distacco è sempre più palese. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ha in mente delle iniziative che chiamino alla partecipazione collettiva anche ragazzi, magari con idee e progetti completamente diversi dai suoi? Se sì, quali sono?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Com’è giusto che sia in una sana democrazia le varie correnti politiche hanno modi diversi di risolvere i problemi, ma questi ultimi sono comuni a tutti noi. Per questo credo che almeno in ambito giovanile su certe tematiche si possa convergere in soluzioni trasversali. Questo, le assicuro, è uno dei miei obiettivi principali e probabilmente i buoni rapporti che ho con molti dei ragazzi delle altre fazioni politiche potranno essermi d’aiuto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- In una città come la nostra, dove l’intreccio tra affari, atti amministrativi, misfatti più o meno indecorosi è difficile da districare, un ruolo fondamentale dovrebbe svolgerlo la stampa locale che, a mio modesto parere, sui grandi e delicati temi è pressoché inesistente. Un mio maestro di vita, Paolo Sylos Labini, grande economista e intellettuale, che non ho avuto la fortuna di conoscere, diceva sempre che “ogni partita importante si ‘gioca’ sulla informazione vera dei fatti”. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Avete, magari nell’immediato futuro (spero non troppo lontano), in cantiere la creazione di un foglio d’informazione alternativo, magari ideato proprio dai ragazzi, capaci e coraggiosi, che – è giusto ricordarlo sempre – rappresentano il futuro di questa città, ancorata, purtroppo, a idee, princìpi, stili di vita demodè, arcaici e dannosi? Il destino futuro di questa città, caro Mischitelli, ruota tutto intorno all’informazione, al fatto che la gente, quella onesta e disinteressata, sappia interamente quello che avviene nelle segrete stanze di Palazzo di Città…&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nella vita ed in politica, nel bene e nel male, la comunicazione è tutto. Ne è la dimostrazione la sconfitta elettorale del Presidente Fitto alle Regionali 2005 che a mio parere ha ben governato, ma non ha saputo comunicare adeguatamente i risultati ottenuti. Fatto sta che ora a “governare” la Regione Puglia c’è il centro-sinistra che ha fatto del bombardamento mediatico con gli slogan che tutti ricordiamo il suo cavallo di battaglia nella campagna elettorale. Certo poi amministrare è tutta un’altra cosa, e ne sono la dimostrazione i risultati di Vendola e compagni, richiamati con durezza al “cambio di rotta” dai propri ministri proprio qualche settimana fa. Per quanto riguarda “Forza Italia Giovani” ci stiamo muovendo sia a livello telematico sia a livello cartaceo con un progetto che illustrerò spero entro le prossime settimane. Questo chiaramente potrà avvenire solo dopo che il gruppo avrà concordato gli scopi da perseguire.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Molti nostri coetanei, offuscati da certi modelli mediatici, sono stati attratti da una spirale tanto perversa quanto cancerosa: di fronte a determinate e gravissime piaghe sociali, come l’alcool e la droga, che poi sono il rovescio della medaglia dell’enorme ricchezza piovuta immeritatamente su questa città, da ragazzo attento – spero sempre – alle tematiche (e problematiche) dei giovani sangiovannesi, in quale direzione cercherà di orientare l’azione politico-sociale del suo movimento?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Guardi,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;potrei iniziare ad elencare in merito le solite frasi fatte, ma cadrei nella più squallida demagogia del benpensante di turno. Il problema è evidente. Manca in gran parte dei ragazzi d’oggi la consapevolezza del limite e un’educazione di base forte. Possiamo star qui a parlare ore ed ore di benessere e quant’altro. Ma se i papà non iniziano a “tirar fuori la cinta” che hanno riposto troppo frettolosamente nell’armadio, ogni discorso è superfluo. Noi nel nostro piccolo cercheremo in ogni modo di fare il nostro dovere.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- Dopo la disastrosa parentesi amministrativa di Squarcella e compagni, la nostra città, dopo un breve periodo di commissariamento, è governata da un sindaco giovane, schierato con il centro-sinistra, capace però di farfugliare tanti bla-bla, e di prendere per i fondelli i tanti simpatizzanti (soprattutto giovani) che avevano creduto in lui. In che modo pensate di incalzare questa sgangherata coalizione, vista la totale nullità dell’opposizione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Chiarisco subito, come ho già avuto modo di dirle in un colloquio informale che abbiamo avuto qualche giorno or sono, che nutro profondo rispetto per il Dott. Mangiacotti e gli amministratori della sua coalizione, che sono stati democraticamente eletti dai miei concittadini. E’ sotto gli occhi di tutti però che il paese da due anni è completamente fermo, fatta eccezione per qualche “provvedimento-contentino” che di tanto in tanto il centro-sinistra promuove. La mia opinione resta la stessa di qualche tempo fa: il Dott. Mangiacotti era davvero intenzionato a cambiare il nostro paese e probabilmente era in buona fede quando fece promesse in lungo ed in largo. Il problema, e ritorno a quanto già ho detto prima, è che amministrare è un’altra storia. E il centro-sinistra si è dimostrato come sempre totalmente incapace di farlo, da un lato per una mancanza concreta di idee serie, dall’altro perché prigioniera di chi mette l’interesse dei cittadini sempre in secondo piano. E’ però altrettanto evidente che il centro-destra è ancora in “coma farmacologico” dopo la “calamità politica” dal quale è stato investito negli ultimi anni. Ma la ripresa c’è, le segreterie sono in fermento ed i contatti sono già ben avviati. Sono fiducioso!&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- In quale direzione deve muoversi il partito di Forza Italia, attualmente commissariato dal rampante Santarsiero.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quali sono gli errori che un partito come il vostro – senza radici storiche e culturali e da anni pressoché inesistente – non deve commettere in prospettiva, se veramente vuole rappresentare l’alternativa a questa sinistra?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Risposta da un lato retorica ma che rispecchia la realtà: bisogna fare un passo alla volta. Partiamo in ogni caso da un dato incoraggiante. Il popolo sangiovannese è vicino al nostro partito e i 2800 voti delle ultime politiche ne sono la testimonianza concreta. Ma la pecca di “Forza Italia”, e lo riconosciamo senza alcun problema, è sempre stata quella della militanza. E questo distacco con i cittadini è reso palese in ambito locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro gruppo cercherà di farsi carico delle aspettative che ogni giovane deve poter pretendere. Il confronto sarà forte e spero costruttivo sia all’interno del partito stesso, sia con le istituzioni. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;- La spaventa dover fronteggiare i tantissimi lupi mannari presenti nel suo partito, pronti a tutto pur di raggiungere l’obiettivo, losco e torbido al contempo, che si sono prefissati? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;- Un’intervista senza le giuste provocazioni, ”preconfezionata”, perderebbe di enfasi e risulterebbe sterile. Ma nella fattispecie penso sia prematuro fare un processo alle intenzioni di un gruppo che è ancora in via di formazione. E’ chiaro che, se e quando ce ne sarà l’occasione, tirerò fuori la vena polemica e costruttiva che è propria del mio DNA. E le assicuro che certe situazioni, per quanto appaiano quasi ridicole rispetto alle magagne che la parte politica a me avversa sforna in continuazione, non le faremo passare inosservate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-2384250444490800598?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/2384250444490800598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=2384250444490800598&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/2384250444490800598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/2384250444490800598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/05/spazio-e-fiducia-ai-ragazzi.html' title='Spazio e fiducia ai ragazzi!'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-5107602639422219087</id><published>2007-04-25T15:40:00.000+01:00</published><updated>2007-04-25T15:41:51.986+01:00</updated><title type='text'>La piaga del lavoro nero</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E’ l’informazione sulla verità vera dei fatti che dà coraggio. Solo la verità può rendere liberi quanti oggi non vogliono essere schiavi.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;                                                                                        (Paolo Sylos Labini)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Qualche settimana fa, in occasione dello scritto sul fenomeno immigratorio presente nella nostra città, sostenni, seppur &lt;em&gt;en passant&lt;/em&gt; e senza dubbi o paure di ritorsioni, che lo sfruttamento (strettamente collegato al problema-razzismo) negli ambienti di lavoro, e in modo particolare nelle decine e decine di alberghi e ristoranti, aveva raggiunto picchi elevatissimi; un fenomeno dilagante, esteso, quasi inestirpabile tanto è la complicità per non dire collusione, a partire dalla popolazione per finire ai vertici delle istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa occasione, vorrei soffermarmi, quindi, sul lavoro sommerso, su quanto avviene non solo nell'ambito della ristorazione; i tentacoli malevoli e cancerosi del lavoro nero sono estesi anche nei seguenti settori: edilizia, attività commerciali (piccole o medie poco importa), imprese di pulizie; non si può, ovviamente, dimenticare, quello che avviene nelle micro-micro imprese come quelle degli elettricisti, degli imbianchini o dei tubisti: è in questa selva oscura che si annida il precariato e il sommerso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se lo sfruttamento, quello più abietto e meschino, colpisce nella stragrande maggioranza dei casi gli immigrati dell’Est europeo e gli extracomunitari, la vergogna del lavoro nero – che tanti guadagni procura ai nostri pseudo-imprenditori – è un fenomeno che oramai interessa anche i cittadini sangiovannesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una illegalità diffusa, percepita dagli abitanti come un qualcosa di assolutamente normale, giusto, regolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti, in effetti, si ammutinano di fronte a tale scempio? Quanti, ad essere onesti, decidono di denunciare il tutto alle autorità competenti? Il tanto famigerato, e mai in disuso, &lt;em&gt;embrassons-nous&lt;/em&gt; è sempre in voga nella nostra città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa manca, quindi, perché ci si possa ritenere civili e moderni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto la cultura della legalità in senso lato, il rispetto per l’uomo e per la sua dignità da troppi calpestata e da nessuno, o quasi, difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando con amici o semplici conoscenti, il quadro dell’attuale situazione è il seguente: si comincia con un periodo di prova (il cosiddetto contratto da apprendista), superata la quale si promettono garanzie, tutele e un lavoro finalmente normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato, poi, che le promesse non corrispondano alla realtà vera dei fatti: il lavoro si trasforma in una eterna odissea nella quale le vessazioni, paghe da fame, soprusi e illegalità più o meno diffuse sono il fondamento di una società profondamente incivile e allergica al rispetto di semplici regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti ragazzi, condizionati anche dall’ignoranza e dall’ottusità mentale dei genitori, sono costretti a subire, e in silenzio lo status quo; altri, invece, stanchi e ribelli della situazione, preferiscono armarsi di pazienza e bagagli e partono per luoghi finora inesplorati ma, forse, più degni di essere vissuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stupisce, in questo quadro così fosco, il silenzio dei sindacati locali, troppo intenti a fare politica e poco propensi ad occuparsi di una questione di fondamentale importanza; stupisce, a dire il vero, la quasi totale mancanza dei controlli degli organi preposti a combattere un fenomeno ormai dilagante come quello del sommerso; stupisce, inoltre, come in occasione dei tanti infortuni sul lavoro vi sia una totale collusione tra le strutture sanitarie e l’azienda del malcapitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti dipendenti sangiovannesi irregolari, a dir la verità, sporgono denuncia nei confronti del proprio datore di lavoro? Quanti, nelle nostre strutture sanitarie, cercano di scavare e di andare oltre la verità ufficiale e di interpellare gli organi di giustizia, penale o civile poco importa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fanno, inoltre, gli organi di stampa e le istituzioni locali di questa città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un silenzio assordante: chi per paura di ritorsioni, chi per interessi più o meno oscuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mesi fa, in una trasmissione televisiva il ministro del Lavoro, Damiano, si vantava – ed era un triste vanto, secondo il mio punto di vista – che l’azione da lui perseguita in tal senso avesse portato a risultati rilevanti; più modestamente penso, invece, che il lavoro fatto – pur essendo nella direzione giusta – sia ancora poco, soprattutto se volgiamo lo sguardo nel triste Meridione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre inasprire, e di molto, le leggi vigenti: comminare pene pecuniarie altissime per chi, volutamente, omette di regolarizzare il personale assunto; aprire  (e chiuderle per tanti anni) le porte di una cella per coloro che invece si macchiano di reati come lo sfruttamento e il caporalato che, nelle nostre zone, come testimoniano le indagini della magistratura, sono ancora presenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta guardarsi in giro e si comprende come la tracotanza, il senso di onnipotenza e il gusto, sadico, del ricatto verso coloro che hanno un disperato bisogno di lavorare che questi vergognosi commercianti e ridicoli imprenditori sangiovannesi mettono quotidianamente in mostra non ha davvero limiti e freni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno, sfiorando il ridicolo, ha così giustificato il proprio comportamento: “Non posso assumerli e, di conseguenza, regolarizzarli perché non posso permettermi di pagargli i dovuti contributi”. Niente di più falso, se poi si va a guardare il tenore di vita di questi criminali del lavoro: ville, auto e vestiti di lusso vanno a rappresentare i lauti guadagni accumulati sfruttando i tanti disperati che accettano di lavorare in penose condizioni e frodando lo Stato (scaricando ad esempio su di esso gli oneri che, invece, dovrebbero assumersi nel momento in cui decidono di fondare una intrapresa), troppo distratto da altre incombenze, magari anche meno urgenti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-5107602639422219087?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/5107602639422219087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=5107602639422219087&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5107602639422219087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5107602639422219087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/04/la-piaga-del-lavoro-nero.html' title='La piaga del lavoro nero'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-496023169629862855</id><published>2007-04-17T03:25:00.000+01:00</published><updated>2007-04-17T03:26:35.722+01:00</updated><title type='text'>I vandali in casa</title><content type='html'>&lt;p&gt;In questi giorni, immerso nella lettura di un bel libro sul degrado delle città italiane e sulla devastazione dell’ambiente, ho riflettuto, rifacendomi anche a fotografie dei decenni passati, su quanto è avvenuto nella nostra città nel corso di questi anni; da quando, insomma, la figura di San Pio ha varcato i confini regionali e nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettevo, quindi, sulla ricchezza, particolarità, bellezza del territorio sangiovannese, ma non solo; ho avuto modo di constatare, e per l’ennesima volta, di quanto potere abbia il denaro, il guadagno e, in senso lato, il potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un potere capace di distruggere, e in un torno di tempo molto breve, bellezze naturali e paesaggistiche millenarie, una devastazione senza se e senza ma, una distruzione delle nostre ricchezze ambientali che ha molti padri, ma che nella città ignorante e barbara qual è San Giovanni Rotondo, non hanno pagato per quanto dovevano, anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardandola dall’alto, dalla già deturpata montagna che sovrasta la città, ci si accorge ben presto che la devastazione, nonostante i cambi politici a Palazzo di Città. è ancora in atto; più che una città, sembra un cantiere aperto; gru ed escavatori continuano, dietro la longa manus dei barbari sangiovannesi senza scrupoli, a distruggere quel poco di buono che è ancora rimasto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest’articolo, però, vista la contemporaneità dei suoi scritti, e trasferendo le sue parole di portata nazionale sulla nostra triste realtà di città senza rispetto per nulla, trascrivo quello che Antonio Cederna, ‘padre’ del movimento ambientalista  e di tutela dell’ambiente in Italia (quelli di San Giovanni Rotondo, onestamente, mi fanno pena) nonché fondatore del movimento  &lt;em&gt;Italia Nostra&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni mia modesta parola, di fronte agli articoli denuncia di Cederna pubblicati sul &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mondo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di  Mario Pannunzio a partire dal 2 luglio 1949, è superflua e, magari, poco ascoltata, vista la schiera dei denigratori che, ormai da anni, mi porto sulle spalle; una schiera che, però, non mi intimidisce, tutt’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che ha scritto Cederna, forse è anche inutile ribadirlo, lo condivido in pieno, dalla prima all’ultima riga. I responsabili dello scempio del nostro territorio sono ancora quasi tutti sulla scena; ovviamente nessuno ha pagato per quello che ha fatto, e quindi oltre al danno si aggiunga pure la beffa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentaglia che meriterebbe la galera, e invece gira indisturbata lungo le strade cittadine, con un ghigno beffardo verso i sempre più isolati cittadini onesti e rispettosi della legalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ecco cosa ha scritto Cederna: “I vandali che ci interessano sono quei nostri contemporanei, divenuti legione dopo l’ultima guerra, i quali, per turpe avidità di denaro, per ignoranza, volgarità d’animo o semplice bestialità, vanno riducendo in polvere le testimonianze del nostro passato: proprietari e mercanti di terreni, speculatori di aree fabbricabili, imprese edilizie, società immobiliari industriali commerciali, privati affaristi chierici e laici, architetti e ingegneri senza dignità professionale, urbanisti sventratori, autorità statali e comunali impotenti o vendute, aristocratici decaduti, villani rifatti plebei, scrittori e giornalisti confusionari o prezzolati, retrogradi profeti del motore a scoppio, retori ignorantissimi del progresso in scatola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le meraviglie artistiche e naturali del “Paese dell’arte” e “del giardino d’Europa” gemono sotto le zanne di questi ossessi: indegni dilapidatori di un patrimonio insigne, stiamo dando spettacolo al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le persone civili e i vandali odierni nessun compromesso è possibile”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a queste a parole e al coraggio con cui sono state proferite, ogni aggiuntivo commento, ogni fotografia, ogni carta bollata sarebbero superflui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bastano, d’altronde, due occhi e la necessaria dignità per accorgersi del degrado nel quale siamo piombati. Un degrado senza rimedio. Un degrado che tutti noi pagheremo caro.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-496023169629862855?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/496023169629862855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=496023169629862855&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/496023169629862855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/496023169629862855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/04/i-vandali-in-casa.html' title='I vandali in casa'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-8988799051718776794</id><published>2007-04-07T01:10:00.000+01:00</published><updated>2007-04-07T01:14:01.152+01:00</updated><title type='text'>Il razzismo dei sangiovannesi</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Volevamo braccia, sono arrivati uomini”.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;(Max Frisch)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la caduta del Muro di Berlino e il conseguente crollo del comunismo molti Paesi dell'Europa dell'Est, senza dimenticare ovviamente quelli dell’Africa centro-settentrionale, molto prima dell'ingresso nell'Europa che conta, hanno conosciuto un fenomeno immigratorio forse senza pari nel Novecento; nel corso di questi anni, in effetti, il Paese che ha sentito maggiormente l'ondata immigratoria è stata l'Italia; un'ondata che si è sparsa a macchia d'olio dapprima in maniera omogenea (la Puglia e il Nord-Est furono le prime zone geografiche più interessate dal fenomeno) e, poi, in modo eterogeneo. Albanesi, rom, rumeni, polacchi, marocchini, nigeriani, indiani, filippini, pachistani e cinesi sono quelli che, sopra gli altri, hanno dovuto espatriare dalla loro terra natìa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passando dal generale al particolare, però, vorrei soffermarmi, in qualità di semplice cittadino sangiovannese, su quanto è accaduto nella nostra città, sulle trasformazioni sociali e sul livello di convivenza tra la popolazione locale e i nuovi arrivati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante questi anni, vuoi occasionalmente, vuoi dopo incontri, ho avuto modo, e fortuna, di poter individuare, tra la stragrande maggioranza dei miei concittadini, che il sentimento di cui si nutrono quotidianamente nei confronti dei cittadini extracomunitari e dell’Europa dell’Est è dato, senza ombra di dubbio, da un vergognoso e abietto razzismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un razzismo a volte strisciante, in alcuni casi palpabile, in certi frangenti latente, in date occasioni lapalissiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da che cosa discende questo comportamento che tanti danni e morti ha provocato nella storia del XX secolo assassino, secondo la felice espressione di uno dei politologi più rinomati, vale a dire Ralf Dahrendorf?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il mio punto di vista, questo atteggiamento dipende da un elemento molte volte trascurato, ma spesso decisivo: l’ignoranza della gente, un’ignoranza dovuta ad un invasivo provincialismo e ad una scarsa (per non dire nulla) conoscenza della storia, perlomeno quella recente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti abietti sangiovannesi, arroganti, con le tasche piene di soldi, avidi, abili sfruttatori, fanno finta di dimenticare che non molti decenni fa gli albanesi eravamo noi italiani, e meridionali in particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giornalista del &lt;em&gt;Corsera&lt;/em&gt;, Stella, anni fa, in un saggio storico-sociologico intitolato “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l’Orda, quando gli albanesi eravamo noi”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ha scritto: “La feccia del pianeta, questo eravamo. Meglio: così eravamo visti. Non potevamo mandare i figli alle scuole dei bianchi in Louisiana. Ci era vietato l’accesso alle sale d’aspetto di terza classe di Basilea. Venivamo martellati da campagne di stampa indecenti contro questa ‘maledetta razza di assassini’. Cercavamo casa schiacciati dalla fame d’essere sporchi come maiali. Dovevamo tenere nascosti i bambini come Anna Frank perché non ci era permesso portarceli dietro. Eravamo emarginati dai preti dei paesi d’adozione come cattolici primitivi e un po’ pagani. Ci appendevano alle forche nei pubblici linciaggi perché facevamo i crumiri o semplicemente eravamo ‘tutti siciliani’”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia, dunque, non va mai dimenticata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ha scritto giustamente Frisch, i cafoni sangiovannesi aspettavano braccia – braccia che avrebbero dovuto arricchire le tasche dei nostri comici impresari – e si son ritrovati uomini, uomini con una storia personale di tutto rispetto, con una dignità da preservare, con un orgoglio da difendere, e con una cultura da mostrare a questi bigotti e nani sangiovannesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, spesso, si parla della ricchezza che questa città ha saputo accumulare, legalmente e illegalmente, il più delle volte ci si dimentica che un aiuto determinate proviene proprio da questi nostri fratelli, sempre più relegati ai margini della società locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta, d’altronde, farsi un giro negli alberghi o nelle altre attività commerciali della nostra città per comprendere, e bene, in quale stato sono accolti le centinaia di immigrati, legali e clandestini, che da anni, oramai, fanno parte a tutti gli effetti del nostro vivere comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disprezzo, sberleffi, indifferenza e ostracismo sono, in base a quello che ho visto, il &lt;em&gt;modus operandi&lt;/em&gt; che ho potuto riscontrare; un cancro che tanti danni potrebbe recare al vivere civile della nostra comunità; il livello di sopportazione ha raggiunto picchi che, quando meno ce lo aspettiamo, potrebbero scatenare rivolte sociali poi difficilmente sanabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi son chiesto: sarà paura del nuovo arrivato? Difficile. Desiderio di difendere la cultura locale? Impossibile anche perché non abbiamo né una cultura né degli intellettuali che la sappiano propagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei discorsi della gente, quindi, si sente parlare di questi immigrati come di criminali, di bande assassine dedite perlopiù allo spaccio, al latrocinio e alla violenza. È un modo, questo, per nascondere e fingere che gli unici responsabili, morali, politici e sociali, dello sfascio di questa città sono proprio gli abitanti locali. Si scarica su questa povera gente colpe solamente nostre. È un modo, questo, di ritardare un profondo esame di coscienza di cui tutta la collettività ha davvero bisogno; un bisogno impellente, doveroso, obbligatorio che si seguita a rinviare &lt;em&gt;sine die&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni tanto vorrei sentire dall’associazione degli albergatori, presieduta se non vado errato da Franco Fini, qualche mea culpa sullo sfruttamento indecoroso e penalmente perseguibile che ai giorni nostri è davvero inaccettabile; qualche mea culpa sulle omissioni che nel corso di questi anni sono state interpretate ai danni di questi cittadini del mondo, senza tanti affetti e senza una dimora sicura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece? Invece, tutti tacciono: forze politiche, forze dell’ordine, parrocchie, associazioni e stampa (ma esiste davvero una stampa degna di questo nome nella nostra città che sappia denunciare le malefatte che vengono perpetrate ai danni della gente perbene?). Tutti tacciono perché il dio denaro, il progresso, l’arricchimento sfrenato e illegale contano molto di più dell’essere umano, soprattutto se questi ha un colore, religione, razza diversi da quella italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altronde, di fronte al nanismo di questo sindaco, alla decrepitezza dei nostri parroci, e all’illegalismo dei nostri pseudo-imprenditori, all’indifferenza di buona parte della cittadinanza ogni discussione su un tema così scottante e delicato è solo esercizio retorico…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-8988799051718776794?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/8988799051718776794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=8988799051718776794&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/8988799051718776794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/8988799051718776794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/04/il-razzismo-dei-sangiovannesi.html' title='Il razzismo dei sangiovannesi'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-3649077642491377051</id><published>2007-02-12T16:21:00.000+01:00</published><updated>2007-01-26T10:08:49.970+01:00</updated><title type='text'>Sindaco, vada a casa!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Sindaco Mangiacotti,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;son passati quasi due anni dall’insediamento a Palazzo di Città della sua giunta; dopo gli anni nefasti e incresciosi della giunta Squarcella, senza dimenticare ovviamente quelli del commissario prefettizio, l’aprile del 2005 sembrava dovesse essere ricordato come il mese del grande risveglio dopo anni di letargo, crisi, decadimento politico, morale e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esiti alle urne furono per lei a dir poco trionfanti; il codazzo di lacchè che si portava appresso era già pronto per festeggiare la grande abbuffata che intorno a lei si stava già preparando e apparecchiando; d’altronde, l’umiliazione dei suoi oppositori fu cocente e senza possibilità di accampare scuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vari &lt;strong&gt;Impagliatelli, Canistro, Pennelli, Scaramuzzi, De Bonis&lt;/strong&gt; dimostrarono tutta la loro inefficacia e incompetenza nel condurre la campagna elettorale: impacci, aridità culturale e poco appeal furono, a mio parere, alla base del loro clamoroso e scontato insuccesso. Un insuccesso non solo politico ma, soprattutto, personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei, miracolosamente, fu in grado di trarne vantaggio; un vantaggio mastodontico, frutto dello scontento che serpeggiava tra gli abitanti sangiovannesi e delle promesse (chimeriche) che lei aveva distribuito come neanche Gesù Cristo!&lt;br /&gt;I suoi sepolcri casalinghi verranno ricordati per anni: di casa in casa, di domicilio in domicilio dal saccone elettorale regalava pani e pesci, come nella peggiore tradizione democristiana.&lt;br /&gt;Gli illusi e sbalorditi paesani, inginocchiatisi all’arrivo del nuovo messia, le diedero fiducia e preferenze. Un patrimonio di &lt;strong&gt;oltre 8 mila voti&lt;/strong&gt;. Un patrimonio che, almeno in principio, sembrava invulnerabile, immarcescibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il viaggio sulla Luna, durato quasi un anno, il ritorno alla realtà, quella vera, è stato terribile e doloroso. Le promesse che lei aveva distribuito a man basse si sono trasformate in cambiali da rispettare; l’ufficio di Palazzo di Città pare sia diventato un grande ufficio di collocamento dove grandi e piccini, bavosi e disperati e illusi, cercano in tutti i modi di farle rispettare il mega-contratto che con i medesimi aveva stipulato mesi or sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua testa, Sindaco Mangiacotti, &lt;strong&gt;a furia di emettere vergognosi e ipocriti yes&lt;/strong&gt;, pare oramai una palla che, continuando a rotolare, non riesce più a fermarsi. Un frullatore in perenne movimento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La sua maggioranza&lt;/strong&gt;, Sindaco, &lt;strong&gt;che sembrava ferrea e immune da qualsiasi ribaltone, si è convertita ad un grande colabrodo; la sua giunta, un continuo ribaltamento di poltrone: persone sbagliate al posto sbagliato; partiti, Ds e Sdi in primis&lt;/strong&gt;, trasformati in comitati esclusivi dove l’accesso è riservato ai fedelissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni, Sindaco, come lei saprà meglio di chiunque altro, &lt;strong&gt;il suo’amato’ vice-sondaco, il famigerato Cappucci &lt;/strong&gt;(il nipotino è già pronto per succedergli), è stato sfiduciato palesemente da membri dello stesso partito che fino a qualche mese fa erano i più fidati commensali del caporione socialista. Bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sindaco Mangiacotti, a ben guardare, definire il suo governo in crisi è a dir poco superfluo. Cambi di poltrone, mozioni di sfiducia, ritorni in politica vergognosi sono i motivi principali che dovrebbero indurla a dimettersi in quanto principale responsabile di questo sfascio. Uno sfascio prevedibile perché con questa giunta non si poteva andare da nessuna parte. Uno sfascio ancora rimediabile se lei avrà il coraggio, l’onestà intellettuale, la dignità di rimettere nelle mani degli elettori il mandato che tanto fiduciosamente e speranzosamente le avevano conferito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa aspetta a fare il passo necessario, obbligato? Cosa deve ancora accadere perché lei abbandoni la vellutata e ben remunerata poltrona di primo cittadino?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se ha rispetto per se stesso, torni a casa e si ritiri a vita privata. Per sempre!&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-3649077642491377051?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/3649077642491377051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=3649077642491377051&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/3649077642491377051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/3649077642491377051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/02/sindaco-vada-casa.html' title='Sindaco, vada a casa!'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-1561816672729657711</id><published>2007-01-26T10:05:00.000+01:00</published><updated>2007-01-26T10:08:50.078+01:00</updated><title type='text'>Libreria e San Giovanni Rotondo, di: Valeria Lauriola</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Lo scrittore è l'arco, il libro è la freccia, il cliente è la mela, il libraio è quello che tiene in testa la mela”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“-I libri costano troppo – mi disse un signore, salendo sulla sua macchina da duecento milioni”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“ Forse gli editori non hanno fiducia nei lettori, i lettori non l'hanno negli editori, i librai non &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'hanno né nei lettori né negli editori. Ma tutti hanno fiducia nei libri, e il miracolo si ripete.”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Stefano Benni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Umberto Eco, descrivendo la differenza tra le librerie di un tempo e quelle odierne, racconta che “quando io ero studente la libreria era un luogo umbratile, dove appena entravi venivi avvicinato da un signore distinto che ti chiedeva inquisitoriamente che cosa volevi. Ovvio che, se non eri entrato con un titolo preciso in mente uscivi subito, balbettando qualche parola di scusa. Occorreva essere intimi di un libraio per poter fare quello che ogni amante dei libri desidera fare, e cioè passare ore tra gli scaffali, annusando, leggendo bandelle, frugando sui ripiani alti – e insomma imparando di più perdendo tempo senza comperare che a comperare e a leggere un libro solo. Le librerie di oggi sono per fortuna un luogo dove la gente può scoprire libri che non conosceva, guardare, toccare, e dove soprattutto si trovano persone che attraverso il computer ti sanno dire quale sia il titolo che avevi dimenticato..” .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto di toccare i libri, la fisicità mi viene da dire, è a mio parere una caratteristica vincente per chi scelga di fare il libraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che in definitiva sia stato proprio il piacere del tatto che ha reso possibile il miracolo: a dispetto di siti internet che svendono libri, offrendo sconti che per una libreria, soprattutto se piccola e non in franchising come la mia, sarebbe impossibile fare, queste ultime non si siano ancora estinte come i dinosauri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto ciò, non voglio nascondermi: aprire una libreria in Italia è dura, aprirla sotto la cosiddetta “Linea Gotica” lo è ancora di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia si legge poco, non esistono vere scuole che insegnino il mestiere, a differenza, per esempio, della Germania e soprattutto non esiste una vera legge sullo sconto, cosa che porta gli ipermercati o le grandi catene a praticare sconti che fagocitano il mercato e rendono la vita ardua alle librerie indipendenti (in Francia e Germania è fissato per legge il tetto massimo dello sconto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, fare il libraio non è sicuramente uno dei mestieri più facili!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto che, tre mesi fa, quando ho aperto la libreria, non avevo assolutamente idea di ciò che sarebbe successo, ero pronta ad ogni eventualità: a San Giovanni, si sa, le librerie non hanno mai avuto vita facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tengo a precisare che non è tutta colpa degli abitanti: è facile dire “qui non si legge, si pensa solo a riempirsi la pancia” e si snocciolano a mò di esempio, nomi di altre realtà italiane dove la cultura è tenuta in grande considerazione. Sono infatti fermamente convinta che l'amore per la lettura debba essere instillata fin da piccoli, tramite tutta una serie di servizi/strutture che facilitano la fruizione dell'oggetto-libro. Insomma, se ci sono librerie in attivo, biblioteche ben fornite e vitali, eventi culturali periodici sponsorizzati dal Comune, percorsi di lettura nelle scuole, è chiaro che la vita del libro è più facile, perché quest'ultimo non viene più visto come “oggetto alieno”, ma al contrario, come qualcosa di famigliare e oserei dire necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' riduttivo quindi dire che al Sud non si legge, tanto più che negli ultimi tempi si sta, anche se faticosamente, avvertendo un'inversione di tendenza; basti pensare alla folla di persone accorsa alla Feltrinelli di Bari per accogliere Gianrico Carofiglio e il suo ultimo libro con un'ovazione solitamente riservata alle rock star; o agli eventi letterari pugliesi (i Dialoghi di Trani per esempio) che fanno sempre registrare il tutto esaurito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O, ancora, allo sforzo che sta compiendo da qualche anno l'Associazione I Presidi del Libro, creata da vari editori pugliesi, tra cui la Laterza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l'altro, questo è uno dei rarissimi esempi in cui siamo noi ad esportare cultura alle altre regioni italiane: infatti, seguendo l'esempio pugliese, sono nati i Presidi anche in Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo preambolo è per dire che lamentarsi dei propri concittadini, oltre che semplicistico è ingiusto. Ovviamente non posso nemmeno affermare che sia facile gestire (e soprattutto tenere in attivo!) una libreria in questa realtà. Quotidianamente mi scontro con tante piccole difficoltà, problemi di distribuzione, in primis, perché si sa, gli editori preferiscono trattare con le grosse realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bilancio però, finora, è sicuramente positivo: la libreria è animata, molta gente entra e ama sfogliare e soffermarsi sulle ultime novità; di solito quelli che entrano la prima volta, poi ritornano e questo è il piacere più grande, perché significa che dall'esterno si avverte l'impegno che ci metto nell'offrire un luogo stimolante, che generi curiosità e che non sia pieno solo dei soliti best seller, tanto che ai cosiddetti “libri di catalogo” offro uno spazio considerevole, vista la metratura non elevata della libreria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra grande soddisfazione è il numero di giovani frequentatori: qui l'età media è relativamente bassa e i loro acquisti non sono mai banali o scontati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello di vendite, il periodo natalizio è andato molto bene, oltre l'insperato, direi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso però è arrivato il momento più difficile: se i primi mesi a fare da molla c'è stata la curiosità, e poi un grande evento come il Natale, ora si tratta di fidelizzare, per così dire, i clienti già acquisiti e cercarne di nuovi, oltre ad offrire più servizi, come eventi e incontri culturali, corollario essenziale per un posto che mette la cultura al primo posto, che però ovviamente richiedono tempi e sforzi aggiuntivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se gennaio è stato dedicato all'inevitabile inventario, da febbraio ci saranno in calendario una serie di iniziative e anche di sorprese che non voglio svelare ora, ma che sono certa andranno ad arricchire ulteriormente l'offerta culturale della libreria.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Valeria Lauriola&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-1561816672729657711?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/1561816672729657711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=1561816672729657711&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/1561816672729657711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/1561816672729657711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/01/libreria-e-san-giovanni-rotondo-di.html' title='Libreria e San Giovanni Rotondo, di: Valeria Lauriola'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-5861824643531780590</id><published>2007-01-15T21:10:00.000+01:00</published><updated>2007-01-15T21:33:08.812+01:00</updated><title type='text'>Vicini al disastro ambientale</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se la follia umana non troverà una pillola che la possa curare, e se questa pillola non sarà vietata dai folli che ci vogliono in incessante moltiplicazione, il ‘regno dell’uomo’ arriverà a malapena al 2100. Tra un secolo, di questo passo, il pianeta Terra sarà mezzo morto e gli esseri umani anche.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;(Sartori)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In questi giorni – in coincidenza anche con la stagione invernale più calda che si sia mai registrata dal 1860 ad oggi – dopo i recenti studi e le istruttive indagini che &lt;st1:personname productid="la Commissione Europea"&gt;la Commissione Europea&lt;/st1:personname&gt; ha messo in evidenza sul ecosistema italiano non solo alla stampa internazionale specializzata ma anche a noi comuni mortali, mi sembra opportuno trasferire, vista la gravità della situazione, questo fardello sulla nostra comunità. &lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Faccio, pertanto, delle considerazioni e, al contempo, lancio, molto modestamente, ai nostri governanti locali qualche proposta tesa a migliorare una situazione che, oramai, mi sembra quasi irrecuperabile.&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Qualche testa benpensante si chiederà: perché il nostro ambiente sembra irrecuperabile? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perché questo Melchionda riversa sulla nostra città sempre tanto scetticismo?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In questi mesi, dopo lunghe riflessioni, qualche ricerca personale e tante osservazioni fatte sul nostro ambiente, sono giunto alla considerazione che la nostra città sia arrivata ad un bivio o, peggio, ad un punto di non ritorno.&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E in questo articolo, senza dimenticare di denunciare ovviamente lo stato pietoso, osceno delle nostra strade e dei giardini pubblici lordati da cartacce, buste, ferrivecchi e quant’altro che sta comunque a testimoniare il grado di inciviltà dei cittadini sangiovannesi, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;voglio soffermarmi sull’inquinamento atmosferico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dico questo perché, come molti (almeno lo spero) avranno notato, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la nostra aria è diventata irrespirabile&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cancerosa ai nostri polmoni&lt;/span&gt;, devastante per migliaia di cittadini, mortifera per i nostri animali e scarsamente accogliente per i milioni di pellegrini che, oltre alla speranza di raccogliere e portare a casa un falso miracolo, vorrebbero poter sfruttare l’aria pulita che i nostri alberi (?) dovrebbero in teoria emanare. &lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La mattina, dall’alba fino alle nove, quando il cielo è terso, limpido e brillante come un diamante, la nostra città è avvolta da una cappa distruttiva; una cappa biancastra contenente polveri altamente inquinanti; una nuvola stratificata, perfida, ingannevole&lt;/span&gt; (molto, infatti, pensano sia foschia) che lentamente e impunemente (come tutti i disastri italici) si insinua nei nostri poveri polmoni provocando danni che pagheremo nel corso degli anni quando tutte le cure del caso saranno perfettamente inutili e costose.&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da cosa deriva questo inquinamento tipicamente da metropoli?&lt;/span&gt; Come mai nel Dna sangiovannese abbiamo inglobato tutti i peggiori vizi della città, rifiutando le tante virtù e possibilità di redimersi che la grande città comunque offre? &lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Le cause, penso, siano essenzialmente quattro: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;l’eccessivo traffico&lt;/span&gt;, piaga che nessun assessore ai Trasporti è riuscito mai a sanare;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; l’uso smodato e a volte inutile dei nostri riscaldamenti nei mesi invernali&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la vicinanza parossistica del depuratore&lt;/span&gt; (che durante ogni campagna elettorale, e solo in quel frangente, sembra lì lì per essere trasferito in altri lidi)&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;alla comunità; da ultimo, ma non per questo di minore gravità, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la presenza dell’inceneritore di Casa Sollievo della Sofferenza che con le sue larghe bocche emana delle zaffate a dir poco funeste per la nostra salute.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A mio modesto parere, le radici del disastro ecologico nella nostra vadano ricercate, appunto, nei quattro punti poc’anzi elencati.&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A distanza di quasi due anni &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cosa ha fatto questa comica e sgangherata amministrazione su un tema di così fondamentale importanza? Dire niente è poco!&lt;/span&gt; Dire che la comprensione del &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;problema non è stata recepita significa peccare di buonismo! Dire che gli attuali amministratori non abbiano un’idea – dico una! – su come affrontare e, possibilmente, risolvere un’annosa e scottante patata bollente vuol dire semplicemente la verità. Nuda e cruda. &lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il tempo, sindaco Mangiacotti, è scaduto!&lt;/span&gt; È ora che le sue mastodontiche promesse – è pura utopia? – si trasformino in fatti concreti. Senza sconti e senza concessioni!&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Tutti a parlare di grandi opere, ma nessuno che calendarizza in sede di consiglio comunale il tema che dovrebbe stare più a cuore gli amministratori: la tutela dell’ambiente e, di conseguenza, la difesa della salute dei cittadini.&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È grave&lt;/span&gt; che i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Verdi&lt;/span&gt; e quelli di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lega Ambiente&lt;/span&gt; non dicano una parola in materia! Che fine ha fatto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il ‘chitarrista’ Pazienza&lt;/span&gt; buono solo a protestare con la vecchia amministrazione per gli alberi vergognosamente estirpati dalla memoria collettiva? Cosa ci dice in proposito il presidente di Lega Ambiente (il problema cronico di questa associazione è sempre lo stesso, perlomeno nel nostro paese: tanta demagogia, tante chiacchiere, tanta ideologia politica, ma pochi fatti concreti e, soprattutto, poche proposte) bravo solo a fotografare gli scempi che tutta la classe politica, e senza distinzione di colore, ci ha propinati in questi sporchi e indecorosi dieci anni? È giusto e sacrosanto denunciare i tanti Perottini che si sono insinuati tra le nostre abitazioni, ma non dimentichiamoci degli altri fardelli ambientali…&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È mai possibile che a nessuno sia venuto mai in mente di collocare nelle parti più sensibili della città degli strumenti che sappiano rilevare il tasso di inquinamento&lt;/span&gt; presente in maniera sottile, invisibile ma ingombrante nella nostra città?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È mai possibile che a nessuno sia venuto mai in  mente di lavorare in sinergia con i reparti competenti del nostro nosocomio&lt;/span&gt; (sarebbe ora che si cominciasse a fare della prevenzione medico-sanitaria) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che quotidianamente ricevono pazienti magari affetti da problemi respiratori dovuti all’inquinamento?&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;È mai possibile, dico, che a nessuno sia mai venuto in mente di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;costruire metri&lt;/span&gt;, per non dire chilometri, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di piste ciclabili&lt;/span&gt; come avviene nelle ricche e civili città del nord Europa?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;È mai possibile che a nessuno sia mai venuto in mente di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;estendere, anche in periferia, senza dimenticarsi del povero centro cittadino, le zone pedonali di modo&lt;/span&gt; che la gente cominci a sviluppare quel tanto di cultura ambientale che nella nostra città è sempre mancata?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È mai possibile&lt;/span&gt;, mi chiedo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che a nessuno sia mai venuto in mente di verificare se l’inceneritore di Casa Sollievo delle Sofferenza abbia tutti i requisiti per funzionare correttamente&lt;/span&gt;, rispettando tutti i canoni che la legge comunitaria impone?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando la smetteremo di costruire ville, alberghi, recinti abusivi&lt;/span&gt; che, magari, arricchiscono le nostra tasche, ma impoveriscono e degradano il nostro già dissestato ambiente?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quando cominceremo a pensare più al bene collettivo&lt;/span&gt; che non a quello egoistico?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non sarebbero, queste, cari lettori, seppur poste in forma di domande, delle buone proposte per risolvere, perlomeno parzialmente, questo annoso problema?&lt;/p&gt;     &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Attuare e metterle in pratica non è affatto difficile, anzi; la questione è un’altra: è che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; ci manca la classe politica all’altezza…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-5861824643531780590?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/5861824643531780590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=5861824643531780590&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5861824643531780590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5861824643531780590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/01/vicini-al-disastro-ambientale.html' title='Vicini al disastro ambientale'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-3519157578768545338</id><published>2007-01-08T20:38:00.000+01:00</published><updated>2007-01-08T20:49:27.185+01:00</updated><title type='text'>Alla ricerca dell’anima e delle conoscenze perdute…</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Preserverò pura e santa la mia vita e la mia arte… In quante case entrerò, andrò per aiutare i malati, astenendomi dal recare volontariamente ingiustizia e danni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;(Giuramento di Ippocrate) &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Il medico e romanziere sono gli uomini che prima di tutto debbono interessarsi alle creature.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;(&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;Andrè&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;Maurois&lt;/span&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Quando, nel lontano 1956, nacque &lt;strong&gt;Casa Sollievo della Sofferenza&lt;/strong&gt;, dopo un iniziale e giustificato scetticismo di tanti, per non dire di tutti, l’entusiasmo, l’impegno e la professionalità cominciarono a prendere piede; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;nell&lt;/span&gt;’arco di qualche anno, con l’aiuto e le offerte di tanti benefattori, si raggiunse l’apogeo della celebrità. Tutti – medici, infermieri, tecnici, ausiliari e gli stessi pazienti – cercarono di stabilire e creare un ‘aurea che avrebbe dovuto propagarsi e diffondersi in ogni dove. Il risultato, pur con le dovute e inevitabili difficoltà contingenti, venne raggiunto. Da tutti definito un centro di eccellenza, da tutti coccolato; strutture e apparecchiature &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;all&lt;/span&gt;’avanguardia; un patrimonio economico, umano, scientifico, morale cui tutti potevano trarre beneficio e conforto; nuovi reparti, viste anche le richieste, inaugurati; un vanto da difendere e preservare; una fortuna in mano che non dovevamo, però, affatto dilapidare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di anni, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;cos&lt;/span&gt;’è cambiato nella più grande azienda non solo di San Giovanni Rotondo ma della Capitanata intera con i suoi oltre tremila dipendenti? Quali trasformazioni si sono avute negli ultimi decenni? In che stato versa uno dei nosocomi più in vista e menzionati del Meridione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendo avuto la possibilità di parlare con una fetta importante del personale, pare che – situazione economica a parte, comunque in lento ma inesorabile miglioramento stando almeno alle stime ufficiali – poco sia cambiato nelle stanze delle speranza, del sollievo ma anche, oserei dire, della negligenza, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;dell&lt;/span&gt;’incompetenza e, cosa ancor più grave, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;dell&lt;/span&gt;’indifferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ragione da vendere il fisico Marcello &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;Cini&lt;/span&gt; quando dice che “che uno dei compiti principali della medicina è quello di aiutare gli uomini a non aver paura della morte e neanche della vita. Si deve umanizzare la medicina e il rapporto tra il medico e il paziente deve diventare non solo un’alleanza terapeutica, profonda, scientifica. Compito del medico non è solo prescrivere farmaci, ma aiutare gli uomini a vivere, a morire, a combattere questo “dispregio” della vita. La medicina moderna ha dei compiti molto più grossi di quelli che aveva in passato, perché ha più mezzi, più tecnologia, più possibilità”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrando nel merito dei problemi presenti a Casa Sollievo della Sofferenza, mi preme cominciare questa analisi proprio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;dall&lt;/span&gt;’indifferenza, da un problema strisciante, astratto, che è impossibile toccar con mano, eppure tanto presente quanto dannoso. Quali sono, allora, le cause di questo aberrante sentimento che, indisturbato, si è infiltrato in questa mastodontica struttura? Da cosa è dovuta involuzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A primo impatto, a guardare le cose in maniera un po’ distratta e superficiale, si può tranquillamente dire che ciò sia dovuto, magari, anche alla ripetitività del lavoro, al fatto che dopo un po’ ci si sente nauseati e stanchi del solito tam-tam. Alzarsi la mattina, timbrare il cartellino, come se fossimo tanti automi pronti ad entrare nella schizofrenica catena di montaggio, ritmi vorticosi da sostenere inducono il dipendente (medico, infermiere, ausiliare, tecnico poco importa) ad una forma di schiavismo con le imposizioni che un regolare contratto di lavoro comunque impone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendo scavare un po’ a fondo, ci accorge ben presto che, alla base del degradarsi dei rapporti umani, ci sia l’indifferenza, un ‘indifferenza che regna sovrana, un’indifferenza figlia soprattutto dello scarso amore con cui si curano i pazienti e gli ammalati cronici; dipendenti pervasi da un cinismo e opportunismo impressionanti; dipendenti distratti da troppe incombenze burocratiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dico, a questo punto: se non si ama sé stessi, figuriamoci se si ama il prossimo più vicino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pazienti trattati, dunque, non come persone degne di essere confortate, bensì come numeri da memorizzare nei freddissimi e asettici computer. Pazienti trattati non come individui bisognosi di affetto, di un affetto disinteressato e spontaneo, ma come tanti estranei cui applicare la terapia necessaria prescritta per poi mandarli via il più presto possibile perché gli affari sono affari: le casse devono essere continuamente rimpinguate e aggiornate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa hanno nel cuore – mi hanno chiesto molti pazienti – questi dipendenti (non tutti, ovviamente: molti meritano, anzi, il più grande plauso e sostegno possibile per l’opera medico-umanitario-affettiva che svolgono ogni giorno!) che si credono onnipotenti? La pietra, è stata la mia risposta! Una pietra dura da scalfire. Medici e infermieri simbolo e specchio, quindi, della triste e affannosa quotidianità nella quale siamo avvolti e condizionati. Molti dei tanti disperati provenienti da ogni parte del Sud Italia affermano di essere stati in un Lager comodo, vellutato, ordinato, pulito ma povero del più grande bene che ogni essere umano che si rispetti richiede: quello di essere amato e rispettato per quello che è, e non per quello che ha!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’arrivo di Monsignor D’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;Ambrosio&lt;/span&gt; – accolto con gioia dalla stragrande maggioranza della cittadinanza, ma, al contempo, con fischi e urla vergognosi dai frati cappuccini – che per vent’anni aveva lavorato con grande profitto nella nostra comunità, molti sostenevano che molte cose sarebbero cambiate. Che la rivoluzione morale – primo, decisivo passo verso la risoluzione dei problemi di natura economica e medica – che molti si attendevano, avrebbe dato nuovo ossigeno, nuova linfa, nuovi stimoli agli illusi speranzosi che, di fronte allo sfacelo che avevano sotto gli occhi, non avevano più la forza nemmeno di protestare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad oggi, infatti, poco o nulla è effettivamente mutato. Il magistero spirituale, che avrebbe dovuto purificare le tante anime di Casa Sollievo della Sofferenza, è, almeno parzialmente, fallito. Un magistero cui avevo, da ateo, creduto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;convintamente&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si doveva usare un altro metodo, magari più duro e intransigente di fronte a certe situazioni delicate? Troppo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;buonismo&lt;/span&gt; o &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;cos&lt;/span&gt;’altro? Difficile dirlo, sta di fatto, però, che molti cominciano addirittura a rimpiangere gli anni nefasti, bui, nepotistici &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;dell&lt;/span&gt;’oligarchia messa in piedi dai Pennelli e da monsignor &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;Ruotolo&lt;/span&gt;, uomo potente e spietato, molto prodigo e generoso solo nei confronti dei suoi compaesani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fallimento dovuto anche in larga parte alla cattiva condotta e alle cattive abitudini dei tanti che ci lavorano che per anni hanno fatto (e continuano a fare) quello che volevano, agendo in maniera egoistica, fregandosene di tutto quello che gli succedeva intorno. Basta, d’altronde, farsi un giro per i reparti, parlare con un po’ di gente e facilmente si arriva alla conclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’aspetto umano finora descritto non è dei più positivi, anzi, anche quelli più prettamente pratici – quelli che si riferiscono alla razionalità &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;dell&lt;/span&gt;’uomo e alla preparazione e competenza del personale – di certo non possono definirsi immuni da grandi errori e da marchiane sviste, più o meno volute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La regressione tecnico-scientifica, rispetto a quello che avveniva anni fa, è spaventosa: &lt;strong&gt;medici in fuga verso nosocomi magari meno opulenti e remunerativi ma di certo più organizzati&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;ricerca&lt;/strong&gt; – fatta salva qualche lodevole eccezione – &lt;strong&gt;abbandonata allo stato brado&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;selezione del personale&lt;/strong&gt; – ed è uno scandalo che ciò che avvenga ancora! – &lt;strong&gt;attuata quasi mai per meriti professionali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;umani o per pubblicazioni scientifiche che certifichino realmente il valore di un professionista, bensì per conoscenza diretta&lt;/strong&gt;; &lt;strong&gt;scuola per aspiranti infermieri&lt;/strong&gt; (il famoso corso voluto da Padre Pio che avrebbe dovuto essere il fiore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;all&lt;/span&gt;’occhiello di Casa Sollievo)&lt;strong&gt; dove gli esami e il tirocinio raggiungono, al contempo, il ridicolo e la &lt;span style="color:#000000;"&gt;vergogna&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;: basta assistere, d’altronde, ad una qualche sessione d’esame e si comprende il livello di preparazione degli alunni, felici e fieri di essere in una sorta di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;suk&lt;/span&gt; dove i professori, molti dei quali interni a Casa Sollievo della Sofferenza, recitano il ruolo di semplici comparse; professori che, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;malpagati&lt;/span&gt; o non pagati affatto, rigettano sugli studenti le loro frustrazioni e arrabbiature: e in &lt;strong&gt;un ambiente dove le conoscenze intellettuali e pratiche devono essere il fondamento principale per poter intraprendere questo tipo di professione, è assurdo che nel 2006 ci sia ancora tanta disorganizzazione&lt;/strong&gt;, tanta voglia di compromesso e, cosa ancor più grave, tanto menefreghismo; &lt;strong&gt;sindacati dalle mille sigle e dai mille capi sempre sul piede di guerra a rivendicare diritti e favori e mai pronti a chiedere che i loro lavoratori facciano il loro dovere, onestamente e professionalmente.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È una critica distruttiva? Non penso. I problemi, ormai strutturali, di Casa Sollievo della Sofferenza, sono atavici: tanti sono i responsabili, alcuni dei quali già puniti e spediti altrove. Ma gli altri? E gli attuali, cosa stanno facendo? In che modo si stanno adoperando per uscire da questo burrone nel quale in tanti sono sprofondati? Quando verranno riattivati i canali della ricerca, opera fondamentale se si vuol restare agganciati al treno della concorrenza? Quando verranno assegnati i posti vacanti di primariato per conoscenza, competenza, professionalità e non di certo per anzianità o per legami amicali? Quando verranno indetti i primi concorsi – fatti seriamente, senza nessun baratto, con delle regole &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;serissime&lt;/span&gt; e con un controllo super &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;partes&lt;/span&gt; e fuori dagli schemi soliti – che dovrebbero fornire al povero personale di casa Sollievo uomini di grande prestigio, magari anche degli stranieri, sostenuti da giovani di talento, con degli stimoli e delle idee fuori dal comune? Giovani che non siano figli di… Giovani che non abbiano legami con il signor x… È tanto difficile mettere in atto questi meccanismi virtuosi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sapere, soprattutto, se si deve riversare su vite umane, magari a rischio di vita, non si deve barattare con niente e con nessuno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la speranza che qualcuno ci legga, spero che queste domande non restino inevase; sarebbe ora che i dirigenti con le maggior responsabilità ci dicano, senza nessuna partigianeria o piagnisteo, quali errori sono stati commessi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21" onclick="BLOG_clickHandler(this)"&gt;nell&lt;/span&gt;’ultimo triennio, quanto tempo ci vorrà ancora per risanare, e non solo economicamente, la struttura che un tempo era considerato il vanto della nostra città. sottrarsi al confronto, anche quello più duro e aspro, non farà che peggiorare le già disastrate condizioni di Casa Sollievo della Sofferenza.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-3519157578768545338?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/3519157578768545338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=3519157578768545338&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/3519157578768545338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/3519157578768545338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2007/01/alla-ricerca-dellanima-e-delle.html' title='Alla ricerca dell’anima e delle conoscenze perdute…'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-7120915740311020038</id><published>2006-12-21T17:02:00.000+01:00</published><updated>2006-12-21T17:05:06.392+01:00</updated><title type='text'>Comunista? Rifondazione…!</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Ognuno racconta la storia della sua vita, io non faccio che trovar gente che me la racconta e io racconto a mia volta i fatti miei, tutti fanno così, questo è il modo in cui vanno le cose quando tutto è pericoloso.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Gertrude Stein&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Cesare Pavese&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;E leggendo voi che fate? Ve lo dico subito: respingete tutto ciò che non vi aggrada. Lo stesso ha già fatto l’autore.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Robert Musil&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Dopo la grande e, al contempo, dannosa stagione degli anni Settanta – gli anni della contestazione giovanile – quando partecipare alla vita politica era un rito collettivo, una sorta d’iniziazione al grande ‘gioco’ della società, un ‘gioco’ dove in nome di ideali bella ma irrealizzabili si ammazzava senza tanta pietà, il partito era il punto di riferimento per molti, tanti cittadini, un centro di aggregazione per coloro che volevano contare (e non in senso carrieristico) qualcosa nella società. Nel corso degli anni i partiti italiani, più di qualunque altro sistema politico transnazionale, si sono trasformati in delle vere e proprie oligarchie, in dei clubs dove l’ingresso è riservato a soci fedeli, ortodossi e con la testa china e la schiena curva e ricurva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lanciando uno sguardo approfondito nella locale comunità, ci si accorge ben presto di come questo stato di cose sia ormai connaturato nel Dna dei dirigenti di tutti i partiti della nostra città. Chi più, chi meno, ma la generalità della politica sangiovannese rispecchia questo canceroso status quo, difficile da distruggere. Una democrazia, quella locale, in stato pietoso, comatoso. Una struttura partitica formata perlopiù da personaggi senza una adeguata preparazione politica e civile. Tanti ectoplasmi uniti da un fine comune: costruirsi fitte ragnatele di amicizie per poi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella cronica stasi della politica locale, chi, a mio parere, avrebbe bisogno di una svolta davvero radicale, e senza nessun tipo di tentennamento, è il partito della Rifondazione Comunista, un partito che da anni (o secoli?) è rappresentato da facce che sembrano scolpite sulle rocce, un partito che volutamente fa fatica a rigenerarsi, a voltar pagina, a dare il via a quel tanto agognato (ma mai attuato) ricambio generazionale, un partito che nei suoi comunicati, nei suoi discorsi, nelle sue manifestazioni pubbliche ha delle difficoltà macroscopiche a sintonizzarsi con i desideri, le richieste (non quelle clientelari, però), i bisogni della gente, quella davvero disperata e bisognosa d’aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vari Barbano, Capuano, Ciavarella, Gorgoglione (quest’ultimo ‘trombato’ a mille elezioni e mai stanco di presentarsi) e compagnia discorrendo hanno davvero stancato! Gente che non ha più stimoli, che ama stare sempre all’opposizione, che è brava a fare della retorica, ma che poi porta a casa pochi risultati. D’altronde basta dare un’occhiata al bottino e, soprattutto, al consenso: dire che è davvero scarso, significherebbe essere ciechi e buonisti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se lo saranno mai chiesti, gli amici comunisti, che la gente à stanca della solita tiritera, della solita zuppa, ormai insipida?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se lo saranno mai chiesti, gli amici comunisti, che se si seguita di questo passo il partito va diritto alla distruzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anziché pensare, segretario Barbano e compagni, alla formazione della ridicola e inconcludente associazione “Uniti a Sinistra”, succursale di quella esistente a livello nazionale, non sarebbe meglio dare una drastica spolverata al Partito della Rifondazione comunista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segretario Barbano, anziché lambiccarsi in elucubrazioni politiche che non le appartengono, non sarebbe più utile, una volta tanto, che si facesse, e definitivamente, da parte, dando spazio, magari, a chi è davvero in grado di imprimere la tanto agognata svolta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segretario Barbano, anziché esporre locandine e tazebao, che a volte sfiorano il ridicolo, con gli amici dei Verdi dove il rappresentante più noto è il ‘chitarrista’ Pazienza (che a parole sono per la tutela dell’ambiente e nei fatti sono tra i principali inquinatori dell’ambiente di San Giovanni), non sarebbe più opportuno ravvivare il povero consiglio comunale, un luogo dove la politica non si sa cosa sia, con delle proposte serie, costruttive e risolutive?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa serve, ora, lamentarsi dei mastodontici errori di Mangiacotti, il Signor Sì, e della sua maggioranza che non convinceva, eufemisitcamnte parlando, sin dagli albori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coerenza, segretario Barbano, avrebbe voluto che il suo partito non facesse parte sin dall’inizio di questa scombiccherata coalizione: è facile, ora, scagliarsi contro il povero Signor Sì, che anziché preoccuparsi di governare questa disastrata città, pensa, piuttosto, a tranquillizzare gli uomini col saio, colpiti nei loro torbidi interessi. Il Signor Sì, che quando era all’opposizione si rifaceva a Pasolini, grande fustigatore dei vizi dei politici e della società italiana in generale, sembra diventato ora il Torquemada in versione paesana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando, però, ai disastri del partito della Rifondazione Comunista, di certo non ispira fiducia il cosiddetto vivaio comunista che si definisce “Stella Rossa 67”; un vivaio dove ragazzi e ragazzini credono ancora nel mito della falsa rivoluzione; un vivaio dove la pochezza intellettuale rasenta il nulla; un vivaio dove tra alcol, cannabis, pizze e panini strapaesani ci si dimentica spesso dell’obiettivo principale per il quale ci si aggrega: fare politica e crescere seguendo percorsi sani, concreti e realizzabili; un vivaio dove ragazzi e ragazzini credono che la proprietà privata sia un male assoluto; un vivaio dove ragazzi e ragazzini, più o meno sprovveduti, vengono falsamente indottrinati su cosa sia il bene e cosa sia il male.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Se questa sarà la futura classe dirigente della nostra città, converrà, allora, chiedere cittadinanza ad un’altra comunità…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-7120915740311020038?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/7120915740311020038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=7120915740311020038&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/7120915740311020038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/7120915740311020038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2006/12/comunista-rifondazione.html' title='Comunista? Rifondazione…!'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-4463652309651814145</id><published>2006-12-21T00:13:00.000+01:00</published><updated>2006-12-21T00:21:10.694+01:00</updated><title type='text'>I giovani: infelici e disperati</title><content type='html'>&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;I ragazzi si spossano, si logorano, invecchiano, corrotti dai loro falsi amici. Quando la loro ribellione si esaurisce, come accade a tutte le ribellioni, cosa posseggono? Dei brandelli di ideologia, delle parole ripetute, degli slogan funerari ed appassiti, che abbandonano come detriti in un angolo della loro stanza. Sotto questa crosta, la loro esistenza interiore non si è sviluppata: l’infanzia è morta, senza sciogliersi nell’età matura; e ora stanno lì passivamente, né giovani né vecchi, né bambini né adulti, col volto inutilmente serio, col capo prono e chino, senza slancio, né desiderio di vivere. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;                                                                                                                                 (Pietro Citati)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;*  *  *&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La cronaca nera, di solito, accende i suoi riflettori, luminosi e accecanti, solo quando avviene un fatto, un episodio degni di essere menzionati. In questi giorni, il circuito mass-mediatico locale ha fatto flop: la morte di un uomo (36 anni) per overdose, da anni attanagliato da questo problema, non ha fatto scandalo e, giornalisticamente parlando, notizia. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mi vengono, in questo caso, alla mente altre morti eccellenti: tutte accompagnate da lacrime, cortei funebri, applausi (vizio tipicamente italico) e lunghi discorsi elogiativi delle persone – ahinoi – scomparse. Ciò che mi ha colpito, in questo frangente, sono stati l’assoluta indifferenza e il totale menefreghismo della città verso una morte. Una morte proletaria, bollata dalla gente come inevitabile, cercata. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mi vengono spontanee delle domande, allora: esistono morti di serie A e quelle di serie B? &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E’ giusto far finta di niente quando un evento del genere non ci tocca direttamente? &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ci siamo mai chiesti del perché questo nostro concittadino, che tutti definiscono sconosciuto, anonimo, “abbracciasse” la causa della droga per trovare alleviamento e speranza di risorgimento dal dolore e dalla sofferenza interiori? &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Questo tragico e funesto evento umano, porta alla ribalta uno dei più gravi e distruttivi problemi che la città presenti: il dilagare del fenomeno della droga. Una terribile piaga sociale che, anno dopo anno, sta mietendo vittime e, nei casi migliori, disperati alla ricerca di un’identità e immagine perdute e che, molto probabilmente, non riusciranno più a recuperare; una macchia indelebile rimarrà nei loro fragili cuori; intere famiglie si scoprono, davanti all’enormità del problema, indifese o, meglio, incapaci, di affrontare questo maligno cancro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservando la nostra realtà sempre con occhio critico e distaccato, penso che, nel promontorio del Gargano, San Giovanni Rotondo sia la città che detiene un triste primato: l’uso aberrante e massiccio di sostanze stupefacenti. Un primato che molti fingono di non vedere. Un primato che nessuno, dico nessuno!, ha seriamente intenzione di affrontare. Occorrerebbe, in effetti, drasticità, serietà e intransigenza che non sono affatto presenti, in generale, nel cittadino sangiovannese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una droga, dunque, che scorre in grosse quantità, una droga che si disperde in mille rivoli, una droga che “viaggia” impunita, una droga – ed è questa la grande differenza rispetto ai decenni passati – diventata interclassista, di massa, dove le classi borghese e proletaria si fondono e mimetizzano come tante viscide e silenziose lucertole. Lucertole appiccicose e velenose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tempo ci si “accontentava” della marijuana, dell’hashish; oggi, a ben guardare, tutto ciò non basta più. La cocaina è diventata lo status symbol del nuovo millennio. Una moda da perseguire a tutti i costi, pena l’esclusione dalle persone e dai posti che contano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disgustasti dal mondo, tutti a cercare di vivere fuori di sé, coltivare un proprio doppio, quel Mr. Hyde che Robert Louis Stevenson pensò come doppio cocainomane del Dr Jekyll.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sangiovannesi dalla doppia morale: belli e puliti di giorno; tenebrosi, senza troppe inibizioni di notte. Giovani in fuga dallo stress, dalla depressione, dalla noia, dai problemi quotidiani. Giovani che cercano di correre verso l’infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eric Clapton, genio della chitarra e sregolatezza negli anni giovanili, cantava: “Quando il tuo giorno è finito e vuoi ancora correre: cocaina”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una soluzione, la cocaina, che sembra sia diventata il “caballero dalla triste figura”, una soluzione epocale alla nostra malinconia. Pusher e consumatori uniti da un legame che appare indistruttibile. Per cosa? Per uno sballo fuorviante. Per uno sballo che, dopo l’inevitabile euforia, provoca danni, fisici e morali, a iosa. È questo il prezzo che si deve pagare per partecipare al grande rito collettivo, a cui nessuno, grande o piccino non importa, rinuncia. Un rito collettivo che raggiunge il suo apogeo il sabato: giorno dove tutto è concesso anche perché nei restanti giorni ci si rintana in casa nell’attesa ansiosa e disperata che arrivi il grande giorno. Al diavolo tutto il resto! Quale atteggiamento devono assumere i ragazzi di questa comunità se la città stessa si presenta ai loro occhi, incolori e tenebrosi, sena anima, incapace, tra l’altro, di trasmettere emozioni  e sentimenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il frutto del grande benessere? Probabile. Si ha tutto nella vita, ma forse ci si dimentica che il grande assente dei nostri moribondi tempi è l’amore! Amore per noi stessi, innanzitutto: per il nostro corpo e per la nostra coscienza. E l’amore, inoltre, per il prossimo: in un mondo tutto dedito e concentrato a fare profitto – e San Giovanni Rotondo rispecchia &lt;em&gt;in toto&lt;/em&gt; questo modo di vivere e agire – l’indifferenza la fa da padrone, senza dimenticare il cinismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovani e genitori uniti da un falso perbenismo; generazioni a confronto che, a ben guardare, appaiono confuse e stordite, lontane anni luce l’una dall’altra; generazioni che, a causa della troppa indifferenza che aleggia nelle mura di casa, non si capiscono più, dove l’unico collante che tiene unito un nucleo famigliare sembra essere il danaro, questo maledetto dio danaro che tanti danni sta cagionando alla moralità di tanti sangiovannesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’indifferenza che, anzi, contribuisce ad alimentare le forze maligne e cancerose che solo una città sana, integerrima può curare. Metastasi che si propagano in maniera indisturbata, dove chi cerca di comportarsi in maniera retta viene visto come un “diverso”. Una “diversità” che fa a pugni con la crescente intolleranza dei nostri giovani, che ti guardano con l’occhio infelice e rabbioso. Giovani conformisti che parlano, si vestono, camminano, ragionano allo stesso modo. Un conformismo che solo all’apparenza si presenta affabile e moderato, ma che in profondità ha nel suo Dna la ferocia e l’aggressività, tipiche dei nostri tempi. Ragazzi amorfi, che non si meravigliano più di fronte a niente; ragazzi già saturi, nauseati, stanchi di vivere, come se il tempo avesse già bruciato tutte le tappe; ragazzi senza più una prospettiva sicura, dovuta anche all’incertezza dei nostri maledetti tempi; ragazzi che hanno perso quell’ingenuità e quell’altruismo che un tempo erano connaturati nell’animo degli adolescenti; ragazzi che bruciano le tappe e che all’età di diciotto anni pensano di aver già percorso l’intero cammino della vita; e quando la depressione, come una appiccicosa medusa, diventa un diritto, quando uno si guarda attorno e non vede niente o nessuno che lo ispiri, quando il mondo sembra scivolare via in una gora di ottusità e di grettezza materialista. Non ci sono più ideali, più fedi, non ci sono più sogni. Non c’è più niente di grande in cui credere; non un maestro cui rifarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, insisto, della perdita dei valori di una intera cultura: valori che però non sono stati sostituiti da quelli di una nuova cultura (a meno che non ci debba “adattare”, come del resto sarebbe tragicamente corretto, a considerare una cultura il consumismo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un intellettuale che meglio di chiunque altro ha saputo addentrarsi nelle latebre più oscure della realtà giovanile è stato Pasolini che, a proposito di ciò, ha scritto parole che io trasferisco alla nostra città: “I giovani non hanno espressione alcuna: sono l’ambiguità fatta carne. I loro occhi sfuggono, il loro pensiero perpetuamente altrove. Essi non hanno nessuna luce negli occhi: i lineamenti sono lineamenti contraffatti di automi, senza che niente di personale li caratterizzi da dentro. La stereotipia li rende infidi. Il loro silenzio può precedere una tiepida domanda di aiuto o può precedere una coltellata. Essi non hanno più la padronanza dei loro atti. Non sanno bene qual è la distanza tra causa ed effetto”. E qual è, a proposito, la cultura che i ragazzi di questa comunità tendono a diffondere e a difendere, se non quella materialistica e abietta di fare soldi, girare con auto lussuosissime, vestire con abiti firmatissimi e usare un linguaggio che, il più delle volte, si trasforma in urla gutturali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una città, la nostra, che ha preso, ormai da anni, il peggio della metropoli; una città che ha smarrito e distrutto il suo già delicato tessuto sociale. Il sindaco Salvatore Mangiacotti, tempo fa, disse che si sarebbe adoperato affinché questa piaga (non dimentichiamoci dell’alcol) venisse debellata. Come è possibile – mi chiedo – che ciò avvenga se gli altri responsabili di questo degrado, oltre ai già citati giovani, sono gli adulti, i nostri genitori quindi, e le forze dell’ordine locali? Siamo proprio sicuri che i diretti interessati siano realmente intenti ad affrontare tutto ciò? E con quali strumenti si intende combattere questo pesantissimo fardello? Questo nessuno lo sa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio partire, in questo caso, visto che li ho citati e tirati in ballo, proprio dai nostri genitori: da tempo li osservo, li seguo, seppure discretamente, ci parlo e mi accorgo subito di un elemento fondamentale: che non hanno i mezzi, colpevolmente, per fronteggiare una situazione che sembra sfuggirgli di mano. La famiglia era, un tempo, il punto di riferimento per ogni ragazzo: si tornava a casa, si discuteva e usciva insieme. Un luogo, anche fisico, dove le incertezze e le ansie dei figli venivano seriamente e concretamente affrontate e, in molti casi, risolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un punto di riferimento che, a quanto pare, è diventato il luogo dell’abbandono, del laissez-faire e della connivenza; genitori troppo tolleranti, assenti, che trattano i figli non più come essere umani degni di essere amati, ascoltati, seguiti, bensì come un’incombenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un “fastidio” che il più delle volte viene relegato ai nostri nonni, un tempo perle di saggezza e mitezza. Come ha scritto Giorgio Bocca, oggi “non esiste più la baldanza giovanile né tanto meno la saggezza degli anziani”. Genitori abbacinati dalle tante distrazioni che il mondo consumistico riserva loro: tentazioni e, perché non dirlo?, perversioni di ogni genere stanno, oramai, corrodendo ogni valore morale. Il sempre illuminato e tagliente Pietro Citati ha scritto che “oggi non ci sono più né padri né madri. C’è qualche fratello maggiore o qualche sorella maggiore, che con dolcezza imita i gesti del padre o della madre. No ci sono più leggi. Ci sono soltanto delle leggi personali: o dei simulacri di leggi, inventati giorno per giorno dalla società  e dalla televisione, che aumentano l’inquietudine. Così nessuno può meravigliarsi se, a volte, nasca in molti una specie di nostalgia, o di desiderio per u tempo dove padri e madri giganteschi vegliavano sulla vita”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione di un convegno organizzato per discutere delle problematiche giovanili presenti nella nostra città, la cosa più sorprendente ed evidente è stata l’assenza dei nostri padri, un’assenza, che a parer mio, ha pesato non solo sulla qualità del convegno ma anche sulla moralità stessa dei ragazzi sangiovannesi. La presenza dei nostri padri avrebbe aiutato, e non poco, ad elevare la qualità del confronto, un confronto, ormai, troppo spesso dimenticato volutamente, relegato nei più oscuri anfratti dell’animo umano. Quali sono, allora, le colpe dei nostri genitori? Cosa potrebbero fare per preservare il capitale umano più importante che esista, ossia i ragazzi? Che battano un colpo, questi cinquantenni addormentati e vigliacchi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi, a parer mio, merita una condanna, una condanna senza appello sono, inoltre, le forze dell’ordine. San Giovanni Rotondo, da anni, viene definita un’oasi nel deserto, dove la pace e la legalità regnano indisturbate. Niente di tutto questo! Una pace fintamente costruita, artefatta, che si poggia su fondamenta friabili: se scavassimo o spolverassimo la superficiale crosta, ci accorgeremmo di quante vie sotterranee e impervie vi sono al di là delle solite apparenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È mai possibile che nessuno si accorga di quanta droga giri impunita nei nostri vicoli e vicoletti? È mai possibile che in una città come la nostra, dove i punti nevralgici sono comunque limitati rispetto ad una grande città, nessuno riesca ad individuare i grandi responsabili di questo sporco “traffico”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali difficoltà incontrano quelli che dovrebbero tutelare il relativo ordine pubblico di San Giovanni? Prima di mettere le manette ai tanti pesci piccoli, non sarebbe più opportuno e giusto scalare la piramide di questa struttura malavitosa e raggiungere la punta di questa oscura gerarchia verticistica che il più delle volte si presenta in abito elegante e lussuoso, con lo scopo precipuo di depistare le già scarse indagini su questo riprovevole reato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti occhi malavitosi, criminali cadono su una città come la nostra che, con un’attrazione turistica, monetaria e politica, almeno nel Sud, non ha eguali? Con quali mezzi, allora, si fronteggiano determinate storture? È un problema di mezzi (intendo soprattutto uomini), di intelligence o, più prosaicamente, di volontà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che il cinismo, l’indifferenza, l’ingordigia sconfiggano definitivamente l’anello debole di questa perfida società sangiovannese, sarebbe ora che ciascuno cerchi di portare il suo piccolo, ma fondamentale, contributo. Prevenzione, repressione, investimenti in opere di interesse pubblico possono essere i primi passi, se attuati con celerità e senza fini perversi e materialistici, verso la risoluzione, almeno parziale, di questi grandi mali che ho cercato di evidenziare. Solo puntando decisamente sulle nuove generazione che un paese, che vuol definirsi civile e moderno, può veramente rinascere, dopo anni di grande buio, di un buio pesto e infido.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-4463652309651814145?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/4463652309651814145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=4463652309651814145&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/4463652309651814145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/4463652309651814145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2006/12/i-giovani-infelici-e-disperati.html' title='I giovani: infelici e disperati'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-6610209252149426206</id><published>2006-12-07T17:24:00.000+01:00</published><updated>2006-12-06T19:16:38.233+01:00</updated><title type='text'>Nel paese della libertà limitata e vigilata</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;Noi giornalisti non siamo preti o suore, ma abbiamo dei valori etici: e questi sono dettati soprattutto dal rispetto di se stessi e dalla professione. Il nostro ruolo è far sì che altri non abusino del potere.&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Abraham Abe Rosenthal&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;Ci si trova sempre in una posizione di contrasto con gli uomini politici. Questo è dovuto al fatto che non desiderano che noi raccontiamo tutto ciò che fanno.&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;James Reston&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Costituzione italiana, articolo 21&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Comincio questo articolo raccontando un aneddoto che spiega in parte le ragioni di questo nuovo commento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando scrissi l’articolo sul convento dei balocchi, mandai il testo integrale del mio scritto, via e-mail, al mio stimatissimo professor Piergiorgio Odifreddi (matematico, logico, editorialista di &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt;, dell’&lt;em&gt;Espresso&lt;/em&gt;, di &lt;em&gt;Scienze&lt;/em&gt;, nonché scrittore) col quale sono in contatto da diversi mesi; il caro prof., dopo pochissime ore, mi rispose, scrivendomi testualmente: “Caro Francesco, l’articolo è ben fatto: stai attento a non esagerare con le mie citazioni: ti si potrebbe ritorcere contro”. Mai profezia fu più esatta e giusta!.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Quando un regime – non importa se di natura politica, economica o religiosa – cerca di imporre le sue ferree regole che altro non sono che il rispetto, l’obbedienza, la devozione, il servilismo, il primo passo che si cerca di compiere, e di portare subito a termine, è quello di imbavagliare e restringere i confini della libertà di pensiero e di espressione, diritto fondamentale della società moderna riconosciuto dalla nostra Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un diritto da preservare a tutti i costi: qualora avvenisse una violazione di tale diritto sarebbe sacrosanta una denuncia. Un diritto-dovere che, oramai, sta avviandosi verso la completa estinzione, però. Un diritto-dovere considerato un fastidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando quello che avviene nella nostra desolante città, mi viene da dire subito: &lt;em&gt;mala tempora currunt&lt;/em&gt;! Strane cose succedono, in effetti, nella bigotta comunità locale, e da tempo, ormai. Lune nere oscurano il già torbido cielo sangiovannese. Tanti corvi neri si annidano nelle stanze del potere; tante museruole sono state comprate dai potentati locali e distribuite a buona parte dei media locali per silenziare i pochi battitori liberi di San Giovanni; tanti Ponzio Pilato e Giuda disposti ad accontentare le alte gerarchie del potere politico-religioso; tante sedicenti anime belle – comuniste, diessine, democristiane e chi più ne ha più ne metta – celeri e ridicole nel definire “qualunquisti” chi osa mettere in discussione il dogma o la verità ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul terreno intellettuale la schermaglia vale poco più di zero: le cose importanti avvengono dietro le quinte; i &lt;em&gt;nonsense&lt;/em&gt; legulei mascherano partite i cui fattori risolutivi spesso stanno altrove. Ad esempio, simpatie più o meno disinteressate ossia quel &lt;em&gt;casus pro amico&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;liberum iudicis arbitrium&lt;/em&gt; al quale Leibinz dedica il IX della &lt;em&gt;Dissertatio de causibus perplexis&lt;/em&gt;, favore politico, solidarietà confraterna, baratteria. I bienséants coltivano un eloquio cortigianesco-arcadico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cortigiani, dunque, che si gettano all’assalto di chi, da semplice cittadino, cerca di porre all’attenzione della plebaglia sangiovannese problemi evidenti, scottanti, pericolosi; problemi che invece di essere affrontati correttamente, vengono relegati nei più profondi bassifondi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cortigiani in carriera, molti dei quali giovinastri e senza nessuna dignità; cortigiani sempre alacri a stendere tappeti rossi al potente di turno, che va riverito, difeso a qualunque costo. Al diavolo la ragione! L’importante è praticare l’arte delle menzogna, gioco sofistico che molti sanno praticare alla perfezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Azzeccarbugli alla ricerca di una raccomandazione per poter praticare la carriera forense, capetti di qualunque ufficio stampa degni di essere assunti presso la Pravda di staliniana memoria, giornali mai stanchi di beatificare chi meriterebbe, invece, la galera, chierici dalla doppia, tripla identità, politicanti che gestiscono la pratica della &lt;em&gt;res pubblica&lt;/em&gt; come se fosse un giochetto, cittadini passivi ed indifferenti ad ogni pratica segreta e che invece andrebbe seriamente discussa, clientele affamate di appoggi, favori e prebende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in questo scenario apocalittico, cosa fanno i nostri media locali, fatta salva qualche lodevole eccezione che quotidianamente si affanna a dare la possibilità di espressione a chi ha qualcosa da dire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elogiano, salutano con cori da stadio vecchi e mai desiderati ritorni, fingono che tutto vada per il verso giusto, applaudono ciò che invece andrebbe seriamente criticato, censurano ciò che ai loro occhi potrebbe dar fastidio, intimidiscono chi invece andrebbe sostenuto. Questo è ciò che avviene da anni, purtroppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè questo? Semplice: perché si cerca di mantenere una pace (finta e prossima all’implosione) che preservi i tanti e macroscopici interessi presenti nella nostra comunità. Affari che devono procedere a qualunque costo: l’occhio indiscreto di chi cerca di capirci qualcosa non è affatto desiderato. Direi, piuttosto, sconsigliato, pena la denuncia, la querela, la diffamazione personale, il ricatto e, per finire, la censura indiretta, quella perfida e sottile, che, pur non mettendotelo per iscritto, ti fa capire che è meglio lasciar perdere. L’emarginazione è sempre l’arma preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Linee telefoniche bollenti tra i diversi Palazzi del potere, richiami all’ordine costituito, minacce più o meno velate, occhietti dolci per ammorbidire l’intransigente, ammiccamenti, tentativi – riusciti – di mettere la sordina ad un articolo scomodo sono il modo attraverso cui si gestisce la libertà, una libertà, dunque, limitata, vigilata, controllata, punita dai famelici galoppini di ogni colore politico, schiatta e parrocchia. Catto-comunisti in &lt;em&gt;latu sensu&lt;/em&gt; uniti da un unico, vero obiettivo: relegare ai margini di questa città i pochi che vogliono fare le pulci a chi agisce in maniera scorretta, per usare un eufemismo. Ugole sguaiate, anime grasse, teste piccole incrudeliscono vomitando loquela ventosa, stupida, malevole, allineati al persecutore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti “ministri” della propaganda stanno crescendo nella nostra comunità. Tanti piccoli Goebbels (uno dei fedelissimi del Fuhrer) vengono allevati con una tecnica, che poi devono metter comunque in pratica, che l’insigne e raffinato giurista Franco Cordero ha saputo descrivere meglio di chiunque altro: “La questione tecnica è come amputare i cervelli. Il primo passo mira all’atrofia dell’immaginazione, facoltà sospetta. I controllori epurano il lessico, estirpando ogni possibile innesco della fantasia: circolano solo più parole neutre, omologate dalle polizie linguistiche; nello stato perfetto l’animale parlante reagisce allo stimolo come i topi d’esperimento; ogni indugio nella scelte verbale segnala curiosità analitiche da stroncare, perché da lì vengono le eresie […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno l’ombra di una dialettica: chierici vaganti mordono e fuggono. L’alterco prende forme evanescenti. Fiorisce l’arte gaglioffa del rompere i discorsi altrui con lazzi, bramiti, borborigmi […] Risentiamo aforismi da bassa sofistica su cosa sia il giusto. Quel che torna comodo al più forte; e gli oracoli applaudono, mentre l’uditorio accoglie rispettosamente qualunque raglio […] Ammettiamolo: è un lusso pensare, obsoleto e pericoloso perché complica la vita senza il minimo profitto”. Il pensiero, d’altronde, come diceva Baruch Spinoza, “non è un pensiero se non è libero”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Applausi scroscianti per il benefattore o per il mecenate che in cambio della massima e totale fedeltà elargisce doni e pacchi natalizi perenni; invettive e insulti per colui che, vanamente, si tende ad emarginare. Ragli di asini che con la calamita cercano di tenersi stretta la poltrona che nemmeno Dio sa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti Goebbels e Torquemada, dunque, che si celano vergognosamente: il coraggio di prendere posizione è pura utopia. Un saluto, una pacca sulla spalla e, poi, quando nemmeno te l’aspetti, la pugnalata vigliacca. Tanti Goebbels e Torquemada che vengono vivisezionati, comprati e selezionati per descrivere alla massa ignorante una realtà che in realtà che non esiste. Tanti tribuni dell’Inquisizione pronti a demolire qualsiasi contraddittorio. Tanti omini con la schiena curva, ricurva e obliqua perché, come diceva Brecht, “prima la pancia e poi il resto”. Tanti giullari pronti e proni a recitare una farsa scritta da molti commedianti della politica, della chiesa e dell’imprenditoria (alberghiera ed edile su tutti) che ogni giorno mettono in scena uno squallido spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio concludere questo articolo con un piccolo dialogo tratto dal Dizionario filosofico di Voltaire che, a proposito della libertà di pensiero, ha costruito un bel confronto dialettico che, almeno in parte, mi sembra giusto riproporlo:&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Boldmind&lt;/strong&gt;: “Sulla terra ci sono cento religioni, le quali vi dannano tutte se credete ai dogmi del cristianesimo, da loro definiti assurdi ed empi; esaminate dunque questi dogmi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Medroso&lt;/strong&gt;: “Come posso esaminarli? Non sono mica un giacobino”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Boldmind&lt;/strong&gt;: “Siete un uomo, e tanto basta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Medroso&lt;/strong&gt;: “Ahimè. Voi siete molto più uomo di me”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Boldmind&lt;/strong&gt;: “Imparare a pensare sta solo in voi; voi siete nato in possesso di intelligenza; siete un uccello nella gabbia dell’Inquisizione; il tribunale del Sant’Uffizio vi ha tarpato le ali, ma possono rispuntare. Chi non sa la geometria può impararla; tutto possono istruirsi: è vergognoso lasciare la propria anima in balia di coloro ai quali non affideresti il vostro denaro; non abbiate paura a pensare con la vostra testa”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-6610209252149426206?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/6610209252149426206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=6610209252149426206&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/6610209252149426206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/6610209252149426206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2006/12/nel-paese-della-libert-limitata-e.html' title='Nel paese della libertà limitata e vigilata'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-7729815978476868344</id><published>2006-12-07T17:22:00.000+01:00</published><updated>2006-12-06T19:15:44.580+01:00</updated><title type='text'>Il convento dei balocchi</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;Gli uomini dimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Niccolò Machiavelli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Corrado Alvaro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo, grande o piccino, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello Spirito Umano.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Piergiorgio Odifreddi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;* * *&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Eremita sulla Maiella, sant’uomo, esperto d’acque, guaritore, Piero del Morrone fonda una congregazione aderente all’Ordine benedettino e l’amministra, nient’affatto alieno dall’accumulare proprietà monastiche. Sta sugli 85 anni quando Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello gli rendono visita, aprile 1294. Tema del colloquio lo scandaloso stallo che da 24 mesi tiene acefala la Chiesa: due Colonna contro tre Orsini, e rispettivi alleati; nessuno dispone degli otto voti richiesti, pari ai due terzi. Piero scrive ai cardinali. Quando tornano nel conclave, 5 luglio, Latino Malabranca, vescovo d’Ostia e decano quasi moribondo, racconta d’avere visto un romito annunciatore della collera divina, se la sede papale restasse vacante. Forse è Morrone, sogghigna Benedetto Caetani, futuro papa Bonifacio VIII e vero promotore e ideatore del primo Giubileo che, per la precisione, si tenne nel 1300. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Soffia lo Spirito santo: sul pio vegliardo piovono otto voti; seguono gli altri, papa d’una stagione, innocuo, trasognato, adoperabile. Il nome Celestino V, segnala liasions col Cielo. Lo incoronano all’Aquila, dove arriva su dorso d’asino come Gesù, suscitando l’entusiasmo popolare perché spirano arie mistiche. Ma i cardinali hanno lo sguardo freddo. Dal 5 novembre tiene corte a Napoli, sotto l’ala angioina, patetico gaffeur “de plenitude simplicitas”, commenta Iacopo da Varagine (Muratori, sub 1304): dissemina benefici, prebende, dignità, talvolta gli stessi su persone diverse; prodiga favori ai suoi; impoliticamente risparmia l’ala francescana estremista. Iacopone da Todi, ivi militante, l’avverte: “que farai, Pier da Morrone?”; “guàrdate da baratteri,/ ch’el ner per bianco ‘lo fo vedere;/ se non te ‘n sai bene scrimire,/ canterai mala canzone” (Laudi, 74). Smarrito, consulta l’insigne canonista Caetani, “molto pratico e sagace”, pronto a raccogliere la tiara, già d’accordo col re gallico e colleghi (G. Villari, VIII, 5): può dimettersi?; nihil obstat; e gl’indica un precedente arcaico, nonché il modo di abdicare. Niente lascia supporre plagio o coazioni. L’eremita non poteva più: nel concistoro 3 dicembre, dopo 5 mesi e 9 giorni, depone i paramenti e reindossa l’abito grigio; tornerà all’eremo. Celestino V è santo dal 1313, a complemento della vittoria francese, ma Dante lo vede sulla riva d’Acheronte tra i codardi “che mai non fur vivi”. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questo che ho appena descritto è il grande intrigo del potere ecclesiastico realmente accaduto sul finire del 1200. La storia ci insegna che dietro ogni grande mutamento c’è, inevitabile, la mano dell’uomo. La storia che ho appena descritta, a ben guardare quindi, può essere tranquillamente trasferita ai nostri giorni e, cosa ancor più importante e grave, paragonata alla nostra città. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Una città dove solo i caudatari, legulei e lestofanti si ostinano a non accorgersi del marasma, e nel inferno dantesco in cui sono piombati cercano, vanamente, di sputare venenum sugli oppositori che, convinti delle idee che propugnano, ci mettono la faccia, il coraggio e, a volte, anche il corpo. Rifacendomi, quindi, all’intrigo ecclesiastico-politico di cui sopra, ho cercato di capire quali fossero le problematiche e le meschinità, più o meno volute, della realtà più misteriosa e segreta che la nostra città presenti: il convento. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Una realtà attanagliata, da sempre, eufemisticamente parlando, da un velo opacissimo di mistero: cambi continui nella gestione del potere; frati cappuccini, forse scomodi, spediti il più lontano possibile da occhi indiscreti; occhio vigile dell’autorità giudiziaria; dipendenti bramosi di fare carriera; manovre vaticane, più o meno segrete, ormai all’ordine del giorno e via discorrendo…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ho cercato, con l’aiuto di qualcuno, di descrivere quello che tutti sanno ma che nessuno, o quasi, ha il coraggio di esternare pubblicamente. Un racconto che descrive, spero in maniera lucida, i problemi esterni e, forse, anche qualche problema interno che difficilmente verrebbero fuori se non avessi avuto la fortuna di parlare con qualcuno che spontaneamente ha voluto manifestare il proprio sconcerto di fronte allo sfascio religioso. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un altro anno sta passando. E in questi giorni di un inverno (addio mezze stagioni) arrivato dopo i giorni della grande calura fuori stagione, mi son chiesto: che cosa riportano le statistiche degli uffici di Palazzo di Città a proposito della stagione turistica che sta per chiudersi? Qual è il bilancio o il consuntivo, chiamatelo come volete, di questo 2006 religioso? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A questo proposito sarebbe più opportuno, forse, chiedere direttamente ai frati cappuccini. Ma siccome le statistiche offrono sempre dati, cifre, numeri ‘freddi’, oggettivi, insindacabili, mi preme, a questo punto, andare oltre le ufficialità che il più delle volte celano fatti o episodi inenarrabili; scavare oltre la superficie, affondare la lama nel burro dell’indifferenza di chi ci lavora, scuotere le intorpidite coscienze dei pellegrini, dei credenti e di quanti sostengono, ipocritamente, che tutto procede per il verso giusto, quando, invece, occorrerebbe una drastica pulizia negli affari temporali del convento dei cappuccini. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A poco è servito, infatti, che il defunto Giovanni Paolo II emanasse la famosa bolla pontificia che consentiva al Vaticano di tenere sotto controllo gli affari dei frati cappuccini. Lunedì 11 novembre 1630 – perdonatemi la digressione storica – era una data famosa, la “journée des dupes” o creduloni: tali risultano Maria dei Medici, Anna d’Austria e relativo séguito, perché credono di avere vinto, mentre Richelieu comanda più che mai; negli avvenimenti convulsi dov’è questione d’istanti, un abbaglio può capitare anche ai giocatori abili. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A distanza di qualche anno, infatti, non è cambiato nulla; il denaro gira sempre più vorticosamente, gli affari procedono a gonfie vele, l’industria della Chiesa locale registra incassi da favola, e l’economia sangiovannese sembra spedita verso nuovi lidi. Ma siamo proprio sicuri che questi nuovi lidi portino verso spiagge luminose, dorate, infinite?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mi chiedo ancora: è sana la nostra economia? Su quali fondamenta è sostenuta? Ha gli anticorpi necessari per resistere ad un eventuale terremoto? Un terremoto che può essere giudiziario, finanziario e religioso? Quanto potrà giovare ancora raschiare il fondo del barile? L’impressione, più che fondata, è che la bolla sia prossima a scoppiare. Una bolla speculativa che si è venuta a creare perché tante sono state le aspettative degli abitanti del posto. Aspettative – è la storia economica che ce lo insegna, da Smith a Ricardo – che a lungo andare resteranno deluse, dato che è molto improbabile che vengano soddisfatte in eterno. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Molti, infatti, fanno finta di non vedere o di non sapere. Tutti sperano, dunque, che la mucca (sto parlando ovviamente del convento) mungerà all’infinto; una mucca dalle proporzioni elefantiache; una mucca dalle risorse immense, che satollerà le richieste, sempre più fameliche, dei voraci e ingordi sangiovannesi. Cafoni arricchiti che dal nulla sono riusciti a costruirsi imperi; cafoni arricchiti che al momento giusto sono riusciti ad intrufolarsi nel posto giusto. Ma in cambio di che? Quale prezzo hanno dovuto pagare per poter raggiungere certi obiettivi che di certo, in una situazione di normalità, non erano alla loro portata?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E ancora: ma fino a quando queste risorse immense dureranno? E cosa succederà se alle aspettative non corrisponderà una adeguata e duratura crescita economica? Ce lo siamo mai chiesti?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho cercato, allora, munito di blocchetto e penna, di spolverare l’incrostata superficie, fatta di volgarità, indifferenza, pacchianeria, materialismo; e a distanza di due anni, da quando scrissi l’ultima volta su questo tema, la situazione è imbarbarita. Peggiorata.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sembra che a toccare certe corde si resti fulminati. La barca sembra affondare, ma tutti, o quasi, sono contenti di quello che vedono o sentono. Una barca dove tutti sono costretti a recitare lo stesso copione. Una barca dove si organizzano pranzi e cene pantagruelici. Una farsa continua, insomma.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il denaro, che il filosofo Francis Bacon chiamava letame, agli occhi di noi comuni mortali sembra non emanare olezzi scandalosi. D’altronde basta rifarsi ai latini che dicevano &lt;em&gt;“pecunia &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;non olet”&lt;/em&gt; per capire tutto quello che sta dentro quel gran mercato che è, per l’appunto, il Convento dei frati cappuccini.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un mercato sempre più grande, sempre più affollato dove questuanti d’accatto si mischiano ai numerosi dipendenti che in un modo o nell’altro accolgono i milioni di visitatori speranzosi di trovare un po’ di pace, silenzio, tranquillità e che invece – basta d’altronde chiedere – restano confusi, storditi dal baillame che si crea dentro e fuori il grande mercato religioso sangiovannese. Un mercato degno del peggior Porta Portese. Una mastodontica mangiatoia dove gli stallieri non si preoccupano affatto di tenerla ordinata e pulita.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Speranzosi, inoltre, che il frate da Pietrelcina santificato sforni miracoli come un forno sforna il pane. Speranzosi che la pressante e corrotta pubblicità abbacini i tanti dubbiosi. Speranzosi che il conformismo e la malsana furbizia che regnano sovrani in questa nostra, maledetta città ottundano la mente di quelli che si oppongono a certi riti e a certe manifestazioni di tipo religioso-mondano. Manifestazioni che niente hanno a che fare con il dettato francescano: povertà e umiltà. Un dettato che non prevede l’attaccamento alle cose materiali e, quindi, terrene.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In che modo, allora, è stato possibile giungere a questa crudele involuzione, involuzione nel costume e nei comportamenti. Un’involuzione che ha diversi responsabili. Un’involuzione che chiama in causa le alte gerarchie fratesche del convento e la stessa popolazione locale che con il suo atteggiamento omertoso non ha fatto altro che avallare e favorire lo sfascio che, ormai da anni, è sotto gli occhi di tutti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel silenzio generale, tombale direi, qualche voce fuori dal coro si è levata. Voci stonate, che si differenziano perché stanche di suonare lo stesso spartito; voci stonate stanche di seguire gli ordini che provengono sempre dagli stessi “maestri”. Voci stonate che meritano rispetto, ascolto, comprensione e, cosa ancora più giusta, sostegno. Un sostegno che sia totale, convinto, incondizionato e, soprattutto, disinteressato. Senza se e senza ma. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’impressione che si è avuta, però, è che la voglia di combattere sia ben poca. Perché sfiduciati e impotenti di fronte a quello che è presente intorno a noi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma non solo: quando tutti gli organi di stampa locali sono allineati, quando i fiumi d’inchiostro che si versano tendono solo ad elogiare il sacro (poco o nulla) di questa città, quando &lt;em&gt;Lo Sperone Nuovo&lt;/em&gt; dà spazio solamente ai panegiristi di Padre Pio, quando l’emittente televisiva &lt;em&gt;Teleradio Padre Pio &lt;/em&gt;(che trasmette anche sul digitale) tra rosari, cantilene, veglie e messe si dimentica volutamente premeditatamente di informarci che il convento non è solo quello, anzi, cosa vogliamo pretendere da questa città? Che cosa vogliamo pretendere da questa città se ad ogni critica, anche dura, ci si oppone comicamente con insulti, tentativi di scherno e battute più o meno penose? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una città dalla doppia morale; una città che cerca di farsi bella (ma non ci riesce mai) con vestiti lisi e lussuosi nelle occasioni di grido, e una città che, subito dopo, veste i panni che le sono più consoni: quelli del doppiogiochismo, dell’intrallazzo quotidiano e dell’embrassons-nous. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per evitare, dunque, di ascoltare la solita tiritera, il stanco ritornello del tipo “va tutto bene”, le solite “verità” propalate a destra e a manca, ho preferito, sinceramente, interpellare le persone, davvero poche purtroppo, che nel grande circo mediatico-mondano-politico-religioso osservano, e giudicano, tutto in maniera disinteressata (ho scoperto, ad esempio, che anche in convento si può fare carriera: basta conoscere il saio giusto!) e, a volte, con sofferenza. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La dignità, d’altronde, non si baratta con niente! Giorni fa, quindi, per tastare con mano direttamente la situazione, ho posto delle domande ad alcune persone che lavorano in quell’ambiente. Spero davvero, che le risposte date servano. Servano a capire a che punto siamo giunti; e che ci inducano a riflettere sulla reale situazione che si è venuta a creare. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Di seguito, quindi, troverete il testo integrale di un colloquio con uno dei pochi (in) dipendenti che ha voluto manifestare il suo sconcerto, la sua rabbia e indignazione per una situazione che a molti fa comodo. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una situazione dove la cleptocrazia la fa da padrone. Per ovvie ragioni di opportunità – e questo fatto, che sta a testimoniare il livello di omertà e menefreghismo che regnano sovrani in quel dato ambiente, ci deve indurre a serie riflessioni – ometterò il nome della persona interessata.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Prima di entrare nei dettagli di questa intervista, considerando anche l’ambiente in cui lavora, mi voglio soffermarmi, seppur en passant, sulla religione, nel vero senso della parola, tralasciando, per il momento, l’aspetto prosaico e profano della questione che andremo a discutere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il grande Harold Kroto, premio Nobel per la chimica nel 1996 per la scoperta del fullerene, la molecola di carbonio a forma di pallone da calcio, conversando con il professor Odifreddi a proposito di Dio e della religione in generale, ha così commentato: “Credo che ci siano due tipi di persone al mondo: quelli che hanno credenze mistiche e quelli che non le hanno. Questi ultimi credono che la vita sia tutto ciò che abbiamo, che dobbiamo godercela e aiutare gli altri a godersela. Gli altri pensano che la vita futura sia più importante di quella presente e temo che faranno saltare in aria il mondo. È certo che una buona parte di questi matti trova giustificazioni religiose per la propria pazzia”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vivendo e lavorando in una città molto provinciale, ipocrita e bigotta (solo esteriormente, però), dove l’ortodossia ecclesiastica la fa da padrone e dove, di conseguenza, non c’è nessuno spazio per un serio dibattito sul rapporto tra fides et ratio, anche lei pensa che dopo la vita terrena ci sia qualcos’altro, di celeste e trascendente?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da cattolico penso che ci sia qualcos’altro, di ultraterreno. Se dovessi usare, però, gli schemi della Chiesa cattolica, non posso definirmi cattolico al cento per cento. E le spiego il perché. Credo nelle Sacre Scritture e nelle omelie fatte dai sacerdoti: aiutano il cattolico a condurre una vita migliore e più giusta. Credo nell’Aldilà e ai miracoli; queste mie credenze saranno pure frutto dell’educazione che ho ricevuto sin dall’infanzia e dell’ambiente in cui sono vissuto, ma, pur se tormentato a volte da dubbi, penso che qualcosa di inspiegabile e irrazionale ci sia. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La stessa figura di Padre Pio, le sue azioni e il suo comportamento in generale sono la prova concreta e tangibile, visto che da anni lavoro nell’ambiente in cui il frate di Pietrelcina ha vissuto, della sua Santità.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Poc’anzi ho detto che non seguo in toto gli schemi della Chiesa cattolica perché, seguendo le vicende ecclesiastiche di questi ultimi anni, mi sono reso conto che tanti che portano l’abito sacerdotale o il saio francescano sbagliano, e molto. Sono uomini che il più delle volte predicano bene e razzolano male. E questo elemento rafforza ancor di più l’immagine sacra di Padre Pio. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Un grande matematico dei nostri tempi, Piergiorgio Odifreddi, nel suo saggio &lt;strong&gt;Il matematico impertinente&lt;/strong&gt;, a proposito di Padre Pio, dei suoi miracoli e di tutto quello che gli sta intorno, ha scritto parole sacrosanti che io condivido pienamente: “Le sceneggiate, come la cerimonia di canonizzazione di Padre Pio del 16 giugno 2002, accompagnate da un imbarazzante mercificazione di gadgets, non possono che scavare un solco di separazione fra chi crede e chi pensa, e testimoniano il disinteresse della Chiesa cattolica verso coloro che vorrebbero soddisfare i propri bisogni di spiritualità, senza però rinunciare ai doveri della razionalità”. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Condivide le parole del professor Odifreddi o scorge nel suo pensiero troppa durezza?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Anche se c’è troppa durezza nelle parole del professor Odifreddi, condivido il suo pensiero. Durante la cerimonia di canonizzazione di Padre Pio abbiamo assistito ad una mercificazione imbarazzante e ad uno spettacolo davvero poco edificante. Su qualsiasi oggetto è stata incollata una immagine del Santo; all’interno dello stesso convento, fino a qualche tempo fa, il mercimonio è stato sfrenato. Mi accorgo, però, che questa realtà poc’anzi descritta dal professor Odifreddi è estensibile in tutta Italia; ormai, l’iconografia del frate fa vendere e, di conseguenza, arricchire: chiunque, senza più nessun decoro, sfrutta il nome di Padre Pio. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tornando, invece, agli aspetti materiali dei problemi che volevo discutere con lei, mi viene da chiederle subito una cosa: da quando lavora in questa mega-struttura?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sono diversi anni che lavoro in questa che lei, giustamente, chiama mega-struttura. Con i suoi quasi duecento dipendenti può definirsi una media impresa. Gli anni che ho trascorso qui mi sono bastati per comprendere, anche nei dettagli, in che realtà viviamo.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Attraverso quale canale è riuscito ad entrare?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Attraverso la segnalazione, come tutti del resto. Alcuni hanno avuto la possibilità di entrare grazie alla conoscenza diretta con un frate cappuccino, altri attraverso amici degli amici, altri ancora devono ringraziare alcuni politici, visto e considerato che le promesse fatte in campagna elettorale sono state veramente tante… &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Perché da semplice volontariato le gerarchie ecclesiastiche del convento hanno deciso, da anni ormai, di trasformare tale servizio in un vero e proprio lavoro? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hanno dovuto prendere questa decisione solamente perché dovevano regolarizzare i tanti che lavoravano in nero. Siccome l’illegalità regnava sovrana, i frati hanno dovuto fare di necessità virtù.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quali sono i requisiti, o le attitudini, che vengono richiesti a coloro che sono interessati ad entrare in questo circuito?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lì non sono richiesti né requisiti né attitudini particolari né, tanto meno, competenze specifiche! Bisogna solo entrare nelle grazie di un frate. È successo, ad esempio, e penso che continuerà a succedere ancora, che diversi dipendenti, in base alla potenza e influenza della segnalazione, sono passati dal settore più umile e peggio retribuito, che è quello del settore pulizia, agli uffici, che di solito, come lei può immaginare, sono quelli più prestigiosi e, quindi, ambiti.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;È davvero possibile, come pare, che se si conosce la persona giusta, si fa carriera? Non le sembra una cosa vergognosa che in un luogo di preghiera, silenzio, meditazione e misticismo si ambisca a fare carriera?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Come le dicevo, è certo che si ambisca a fare carriera! Lì ci sono intere famiglie che campano con questo mestiere, pertanto ottenere una promozione significa intascare denaro in più! La meritocrazia non sanno cosa significhi…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quali sono i vostri rapporti con i frati cappuccini?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I rapporti in generale sono di cordialità; una cordialità, però, falsa, di facciata, ipocrita.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;C’è un rapporto di forzata convivenza, fatta, in alcuni casi, di reciproci ricatti. L’importante è non cagionare rogne ai frati cappuccini. Ultimamente, dopo la creazione di un paio di sindacati, i rapporti sono diventati molto tesi: le rivendicazioni dei dipendenti vengono dilatate sempre sine die. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quasi tutte le riunioni che occasionalmente vengono convocate per dirimere alcune questioni relative alla rimodulazioni del contratto che si cerca disperatamente di trasformare in contratto full time – è questa la rivendicazione più importante che si fa – si concludono sempre con un nulla di fatto. L’importante – questo è il ragionamento di chi gestisce il potere – è raggiungere l’obiettivi: fare soldi, fare soldi, fare soldi.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;È mai stato in altri certi di spiritualità, tipo Assisi, Loreto, Lourdes, tanto per fare gli esempi più eclatanti? Quali differenze ha potuto scorgere?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sono stato in tutti i luoghi da lei citati. E il commercio, più o meno sfacciato, si è riscontrato un po’ dappertutto. Le differenze che ho potuto scorgere sono soprattutto due: la prima è che, forse, cambia la qualità, se così possiamo definirla, del pellegrino; in altri luoghi di spiritualità c’è molta più compostezza, educazione e discrezione. Qui sembra di essere, soprattutto in estate, in una grande fiera: una compravendita continua. L’intento del pellegrino che giunge nella nostra città è quello di fare la scampagnata anche perché, e con questo non voglio fare del razzismo, il nostro è un turismo composto soprattutto di napoletani e baresi, di gente prevalentemente del Meridione.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’altra differenza che ho potuto notare è che qui da noi arriva molta più gente: fare, quindi, delle estenuanti file, sotto una calura impressionante, offuscano la mente dei pellegrini che perdono in questo modo il motivo principale o la motivazione per la quale sono venuti, che è quella di rendere omaggio alla figura sacra di Padre Pio. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nel corso di questi anni, dal suo privilegiato osservatorio, ha avuto la possibilità di comprendere, e analizzare magari, le storture e i peccati che nel grande barnum si sono commessi. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ci può elencare quelli che l’hanno maggiormente colpito?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il menefreghismo, l’ineducazione, uno scarso senso di civiltà e, soprattutto, la mancanza di rispetto della figura del santo da Pietrelcina al quale tutti dovremmo qualcosa, perlomeno la devozione.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Quali sono le responsabilità dei frati cappuccini ed, eventualmente, quelle dei tanti che ci lavorano?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Non sta me giudicare il loro comportamento. Al contempo, posso dire che il credo francescano, basato sulla castità, obbedienza e povertà, non è stato rispettato, e in questo caso mi riferisco a quello di povertà, completamente relegato in un angolino. Il voto di povertà e di, conseguenza, quello di obbedienza non sono stati rispettati perché la regola a cui tutti si attengono è la seguente: girare con macchine di un certo livello, organizzare pranzi e cene raffinate e abbondanti e, dulcis in fundo, fare viaggi all’estero con numerose torme di lacchè. Se questo è il credo francescano, allora siamo messi proprio male!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Stando a contatto quotidianamente con torme di pellegrini, molti dei quali rozzi e volgari, ha potuto constatare quale fosse il loro stato d’animo di fronte a certe nefandezze che, oggettivamente, sono sotto gli occhi di tutti?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Molta gente, spesso, è delusa da questo comportamento; tanti pellegrini sono letteralmente schifati dalla mercificazione dell’iconografia del frate; e non di rado sono infastiditi dalla scarsa presenza dei frati cappuccini. A volte, però, sono gli stessi pellegrini, indirettamente e in maniera inconsapevole, a incentivare questo vizioso circuito. Non appena, infatti, entrano in convento sono, prima ancora di inchinarsi presso la tomba del Santo, già alla ricerca di oggetti che raffigurano l’immagine di Padre Pio. In tanti anni gli stessi frati, penso volutamente a questo punto, non sono stati in grado di intervenire.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ha mai provato, ovviamente nel suo piccolo, a far mutare certi comportamenti? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Non ho mai fatto nulla! Se facessi qualcosa sarei Don Chisciotte contro i mulini a vento. Da solo cosa posso fare? La cosa che più mi ha colpito è stata l’indifferenza di tutti: i frati e i dipendenti sono i principali responsabili di questa schifosa realtà.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tutti si rendono della situazione, ma pur di raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati, non fanno assolutamente nulla per cambiarla.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Se tanti dipendenti e frati, piuttosto che lavorare e comportarsi rettamente, organizzano pranzi pantagruelici (ed è l’esempio meno negativo che le faccio), nei ristoranti più raffinati della città, cosa vogliamo risolvere…?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Facendomi un’idea della realtà che ho appena descritta, dopo aver girato a lungo nei meandri più oscuri del convento e dopo aver ascoltato qualche voce controcorrente, mi sembra giusto dire, a mio modesto parere, ciò che si può fare per migliorare una situazione sempre più disastrosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le proposte sono le seguenti: &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; azzerare gli attuali vertici del convento con dei nuovi capaci di dedicarsi (qualche anima bella, ingenua e pulita ci sarà ancora in giro) veramente e sentitamente al credo francescano;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; dare la possibilità ad un revisore super partes – magari assegnare il compito ad un’autorità giudiziaria – di registrare ufficialmente e ufficiosamente il denaro che entra nelle mastodontiche casse fratesche ed evitare, almeno parzialmente, che la pecunia si smarrisca in tanti rivoli più o meno reconditi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt; ripristinare il servizio di volontariato: un servizio veramente sentito, fatto con lo spirito dell’associazione che si dedica ad una causa veramente nobile;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4)&lt;/strong&gt; chiudere definitivamente, almeno quelli all’interno del convento, i negozietti, veri responsabili dello squallido mercimonio messo in atto in nome di Padre Pio (che si rivolterebbe dalla tomba se solo potesse vedere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contempo, però, mi sorge un dubbio: è pura utopia quella che ho appena enunciata…?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-7729815978476868344?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/7729815978476868344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=7729815978476868344&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/7729815978476868344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/7729815978476868344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2006/12/il-convento-dei-balocchi.html' title='Il convento dei balocchi'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-4444727038851174613</id><published>2006-12-07T17:18:00.000+01:00</published><updated>2006-12-06T19:16:53.928+01:00</updated><title type='text'>Una Sinistra in frantumi</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ludwig Joseph Wittgenstein, nel suo &lt;em&gt;Tractatus logico-philosophicus&lt;/em&gt;, diceva: “Se i politici fossero costretti per legge a definire ogni termine che intendono usare perderebbero gran parte della loro attrazione popolare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il filosofo austriaco, se avesse la sfortuna di osservare i politici locali e la realtà che li (ci) circonda, sarebbe, molto probabilmente, molto più duro nelle sue elucubrazioni filosofiche concernenti l’uomo e la politica in &lt;em&gt;latu sensu&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la grande sbornia derivata dalla vittoria elettorale, l’assalto famelico alle ambitissime poltrone assessorili e l’inattesa e forzata defenestrazione di una parte dello schieramento ulivista che appoggiava Salvatore Mangiacotti, nel bollentissimo e mastodontico pentolone della sinistra sangiovannese, quella che per definizione o per semplicismo giornalistico viene definita radicale e massimalista, è nata una nuova formazione politica, &lt;em&gt;Uniti a Sinistra&lt;/em&gt;. Un gruppo politico formato da delusi sinistrorsi. Un gruppo costretto ad abbandonare una barca che sin dall’inizio subiva, per esclusivi demeriti della squadra governativa, perdite d’acqua mostruose. Un gruppo politico non immune da errori e conformismi. Un gruppo politico che, a quanto pare, verrà guidato da Nunzia Canistro, donna vogliosa, seria, intraprendente; ma per scalare le vette e dipanare la complicatissima matassa che si è venuta a creare servono gli attributi, la furbizia e una certa dose di sfacciataggine che la neofita Canistro di certo non ha nel suo ingenuo DNA politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica nota lieta di questo mini-evento è, quindi, proprio la presenza di una donna. A mio modesto parere, però, le note liete finiscono qui. Mi chiedo: era proprio necessario creare un’altra formazione politica? A cosa servirà questa ridicola pattuglia di delusi e trombati? E qual è il progetto politico che &lt;em&gt;Uniti a Sinistra&lt;/em&gt; intende portare avanti? E ancora: quali sono le istanze che si vogliono difendere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel &lt;em&gt;mare magnum&lt;/em&gt; della politica sangiovannese questo pseudo-partito contribuirà a creare solo confusione, una confusione nella confusione, a fare danni, a gettare benzina sul fuoco sulla già disastrata e focosa maggioranza che da un anno e mezzo siede i vellutati e comodissimi scranni di Palazzo di Città. Maliziosamente mi vien da porre due domande a questa scombiccherata pattuglia: se il sindaco non avesse messo alle porte alcuni assessori che oggi inneggiano a questa nuova finto creatura, sarebbe nato ugualmente &lt;em&gt;Uniti a Sinistra?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se Mangiacotti, con una astuta azione da politico navigato e maligno, decidesse, in prospettiva, che i posti vacanti nella squadra di governo debbono essere ricoperti da alcuni aderenti di questo nuovo partito, cosa deciderà di fare il direttivo (ammesso e non concesso che ci sia) guidato dal segretario Canistro? Ritirerà, per meri interessi di bottega, le sue accuse di malgoverno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A riguardo i dubbi sono leciti proprio perché nessuno sentiva il bisogno – forse neanche i defenestrati! – di avere sul groppone un altro fardello del genere. Un fardello pesantissimo, ingombrante e, molto probabilmente, inconcludente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli elettori, cara Canistro, sono stufi della politica, del politichese e delle chiacchiere che si pronunciano quotidianamente nelle fumose e maleodoranti stanze dei partiti. Si ha la nausea, ormai, delle divisioni all’interno del centro-sinistra! Non se ne può più dei comici litigi che i maggiorenti delle formazioni politiche uliviste (&lt;em&gt;Uniti a Sinistra&lt;/em&gt; compreso) inscenano davanti ad elettori disillusi e inibiti e impotenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa rabbia, adesso, che i tanti ‘Ponzio Pilato’ di questo nascente pseudo-partito, senza dimenticare, ovviamente, i tanti comunisti, rifondaroli, ambientalisti, verdi e chi più ne ha più ne metta, scarichino le colpe sul già frustrato sindaco e sui suoi più stretti sodali! Non bisogna dimenticarsi, infatti, che per un anno circa si è avallato ciecamente qualsiasi progetto che il governo, guidato dal grande &lt;em&gt;Mister Yes&lt;/em&gt;, alias Salvatore Mangiacotti, decideva di portare in consiglio comunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercarsi, ora, di rifarsi una verginità è una cosa di cui ci si debba vergognare, e molto; mostrarsi candidi, illibati di fronte allo sfacelo assolutamente apodittico e cui si è dato un grosso contributo è una cosa francamente orripilante e assurda. Impartire lezioni di moralità e buon governo, dopo la grande defenestrazione, è sinonimo di scarsa avvedutezza e miopia politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni abbiamo assistito a tante pacche sulle spalle, agli in bocca al lupo di rito, alle chiacchiere che di solito nascono in queste occasioni, ma gli unici, concreti elementi che si sono evidenziati da questo ennesimo parto sono: il cinismo, l’opportunismo, l’egocentrismo e il nanismo di chi pensa di fare politica solo perché si è stati relegati in un angolino.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PS:&lt;/strong&gt; l’obiettivo che mi ero posto quando decisi di intervistare il sindaco Mangiacotti era quello di indurre i numerosi lettori di questo portale a farsi un’opinione di quello che il sindaco, per l’appunto, aveva esternato in occasione dell’incontro avuto con il sottoscritto nei giorni precedenti. Speravo, inoltre, che si potesse discutere seriamente delle problematiche che la nostra città presenta ormai da anni. Ho potuto constatare, ahimè, quanta rabbia scorra nelle vene di molti sangiovannesi; quanto odio si propali nei confronti di chi cerca, in maniera onesta e lucida, di comportarsi rettamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo i commenti che si rifanno, in qualche modo, alla mia intervista e, in parte alla mia persona, voglio rispondere in particolar modo a due persone (le altre offese non meritano nessuna risposta) che, per un verso o per l’altro, hanno preso due cantonate mastodontiche. Due cantonate bestiali! Due cantonate ridicole!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo a cui voglio dare una risposta è Gianfranco Pazienza, ex assessore di questa amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E spiego il perché: tra il 26-28 giugno del 2005, sempre su questo portale, scrissi che il governo locale che si era venuto a formare non rispecchiava quelle che erano le aspettative dei tanti simpatizzanti (io compreso) del centro-sinistra; dissi, in pratica, che questi uomini non sarebbero stati all’altezza del difficile e gravoso compito che la cittadinanza gli aveva conferito. Il defenestrato ed (ex) soldatino Pazienza, nel guest-book di allora, e nell’arco di pochissime ore, munito di alabarda ed elmetto corse immediatamente in difesa del suo amatissimo e idolatrato sindaco; scrisse (ed è un vero peccato che non si possa reperire il raffinato scritto dell’alabardiere Pazienza) nei miei confronti cose davvero allucinanti; sputò nei miei confronti una gragnola di offese. Una gragnola di offese che mi fecero fare, però, un sacco di risate; mi convinsero, ancor di più, che quello che avevo scritto poteva tranquillamente avverarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A distanza di 15 mesi, a quanto pare, il povero Pazienza – che durante le precedenti campagne elettorali, con la sua inimitabile e infallibile chitarra, sguazzava tra i gradini dei portici, cercando di raccattare più voti possibili – si è ricreduto. Basta, d’altronde, leggere il suo commento per capire il suo rammarico e la sua disperazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sorge un dubbio: si è ricreduto solo perché ha perso l’ambita e remunerativa poltrona di assessore? Se così non fosse, dovrebbe porgermi le dovute scuse e dirmi che avevo ragione, nel lontano 2005, a dire che questa maggioranza avrebbe fatto tanti danni. Caro Pazienza, chi di spada ferisce di morte perisce…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad uno scrivano che, ma non è una novità!, non si firma, e che mi accusa di essere stato assente negli anni della grande farsa-Squarcella e di aver ricevuto consigli da Mangiacotti (mi spiace, ma i consigli li ricevo al massimo solo dai miei genitori e da una ristrettissima cerchia di persone), gli dico semplicemente di andarsi a (ri) leggere i miei articoli firmati (che mi potevano costare, e molto), del 2003 sullo &lt;em&gt;Sperone Nuovo&lt;/em&gt;, prima che Squarcella e compagni venissero arrestati. Prima che, insomma, molti suoi lacchè abbandonassero la barca che stava affondando in modo vergognoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando questo paese la smetterà di essere NANO nel suo modo di pensare, agire e manifestarsi, solo allora, forse, potrà conoscere una via d’uscita ai suoi problemi che, come ho avuto l’occasione di constatare per l’ennesima volta, non sono solo di natura politico-economico-sociale-morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pochezza umana non conosce limiti…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-4444727038851174613?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/4444727038851174613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=4444727038851174613&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/4444727038851174613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/4444727038851174613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2006/12/una-sinistra-in-frantumi.html' title='Una Sinistra in frantumi'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2386593855072652788.post-5708516237547466512</id><published>2006-12-07T17:12:00.000+01:00</published><updated>2006-12-06T19:15:10.746+01:00</updated><title type='text'>Intervista al Sindaco Mangiacotti</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;“La mia sfida è la seguente: ammodernare questa città”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;[…] ogni tanto mi accorgo che la penna ha preso a correre sul foglio come da sola, e io a correrle dietro. È verso la verità che corriamo, la penna e io, la verità che aspetto sempre che mi venga incontro, dal fondo di una pagina bianca […]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Italo Calvino, Il cavaliere inesistente&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Che cosa sia – obbiettivamente – la verità, resta da stabilire; ma nei rapporti con gli uomini non ci si deve lasciar terrorizzare da questo fatto. Ci sono criteri sufficienti per un primo orientamento. Uno dei più sicuri è quando ci si sente obbiettare che un’affermazione è troppo “soggettiva”. Quando questa obbiezione viene fatta valere, e con l’indignazione in cui echeggia la furente armonia di tutte le persone ragionevoli, si ha motivo di rallegrasi tra di sé per un attimo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Theodor W. Adorno, Minima Moralia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Incontrai Salvatore Mangiacotti, uno dei tanti candidati di quella scialba e noiosa campagna elettorale che fu per l’appunto quella del 2005, l’ultima volta a pochi giorni dal voto, in occasione di un’altra intervista che pubblicai per il foglio d’informazione &lt;em&gt;“Libera Voce”&lt;/em&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quante cose son cambiate, da allora. Il commissario straordinario è tornato alle sue consuete funzioni; il centro-sinistra, dopo la disastrosa parentesi di Squarcella, è tornato nella stanza di bottoni, nella stanza dove si decidono (forse sarebbe meglio dire distruggono) le sorti di questa povera città. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sulle ali dell’entusiasmo il rampante Mangiacotti riuscì nell’impresa di ottenere un plebiscito: oltre 8mila e seicento preferenze! La città si fece trascinare da questo momento di euforia collettiva. Sembrava – queste furono le parole dell’attuale sindaco – che il rinascimento della città fosse, oramai, a portata di mano. Ma la nostra comunità è la città del Gattopardo: si cambia tutto per non cambiare niente!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ho chiesto, allora, al sindaco di fare un bilancio, il primo, dopo un anno e mezzo di traversata nel deserto; ho cercato di enucleare i punti fondamentali, gli errori, le sviste e le vergogne varie dell’azione legislativo-esecutiva di questa sgangherata e comica maggioranza, un’armata Brancaleone che, giorno dopo giorno, perde qualche tassello in relazione alle sue già friabili fondamenta. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il sindaco Mangiacotti – sarà forse anche per il ruolo che ricopre – ha difeso a spada tratta il lavoro della sua maggioranza; ha fatto finta di non vedere le tante lacune che in questi mesi di lavoro amministrativo e politico si sono palesate; ha descritto, in risposta alle mie domande, una città dove tutto procede per il meglio, dimenticandosi, tra l’altro, le critiche che gli provengono dai compagni del partito e dagli stessi componenti della maggioranza.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un sindaco, dunque, molto concessivo nella prima parte dell’intervista, dove ha potuto rivendicare – sarà il tempo comunque a constatarlo – il lavoro svolto finora; e un sindaco molto restio, invece, ad addentrarsi nei meandri irti di ostacoli della politica. Un sindaco a volte arrogante, presuntuoso, bugiardo e poco coerente rispetto a qualche anno fa quando battagliava coraggiosamente e meritoriamente su tutti i fronti. Fu in quel preciso istante, come tutti ricorderanno, che avvenne la sua ascesa nell’agorà politico.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E se adesso non ammette di aver sbagliato neanche una virgola, descrivendoci il paese del bengodi, vien da pensare che il potere gli ha obnubilato la mente. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;* * *&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Sindaco Mangiacotti, prima di entrare nei dettagli di questa intervista, vorrei partire da un quesito più generale: è soddisfatto, finora, del lavoro che la sua amministrazione ha conseguito? Dopo un anno e mezzo circa di gestione della &lt;em&gt;res publica&lt;/em&gt; è possibile fare un primo bilancio…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sono molto soddisfatto! Sono soddisfatto degli obiettivi raggiunti e della programmazione messa in atto. E le faccio alcuni esempi: la mia giunta è arrivata in un momento in cui la situazione del nostro paese in cui c’era disordine, non c’era normalità e molti aspetti sospesi. In questo periodo tante sono state le cose fatte: la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo affidato la riorganizzazione e la riqualificazione della città al Politecnico di Milano, abbiamo messo in piedi lo spostamento del depuratore, è in fase di costruzione il canile sanitario, è partita la riqualificazione delle periferie con finanziamenti della Regione. Queste, e tante altre di ordinaria amministrazione, sono le opere che la mia amministrazione può rivendicare con orgoglio. Il più delle volte si tende a vedere sono il pettegolezzo, la conflittualità che i progetti realizzati.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Secondo il mio punto di vista, l’amministrazione che lei guida dall’aprile 2005 ha fallito in &lt;em&gt;toto&lt;/em&gt; la &lt;em&gt;mission &lt;/em&gt;che si era imposta, che era quella di ammodernare la nostra città dopo gli anni disastrosi di Squarcella. Tutti ricorderanno, penso, i grandi fasti e il consenso che la campagna elettorale dell’Ulivo ha saputo suscitare nella collettività, un patrimonio ormai quasi dilapidato interamente. Onestamente, si è data una spiegazione di un simile sfacelo che, oggettivamente, è sotto gli occhi di tutti? La sensazione che si è avuta è che non si avesse un’idea chiara di ciò che si voleva fare per la nostra povera, disastrata comunità…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Io credo che in questa domanda ci siano molte inesattezze; non è come dice lei. Il progetto era chiaro, che era quello di ammodernare la città. Ovviamente tale cambiamento non avviene in una settimana: i primi sei-sette mesi servono, in una pubblica amministrazione, per programmare. Dopo i dodici mesi avvengono le realizzazioni, ma questo avviene, per chi conosce i tempi della politica e della pubblica amministrazione, in ogni contesto e in ogni città d’Italia. Dal dodicesimo-diciottesimo mese al quarantottesimo si ‘cantierizza’ tutto. In questo è aperta la sfida che ci attende; se non facciamo questo, allora sì che ci sarà il fallimento.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ritornando con la mente alla sua campagna elettorale, tutti ricorderanno che la sua squadra sarebbe stata all’altezza del difficile e gravoso impegno; ci si vantava, tanto per fare l’esempio più eclatante, di potersi affidare a nomi altisonanti come quello di Renzo Piano. La realtà, invece, è stata ben diversa; le cariche, come tutti abbiamo potuto constatare, sono state assegnate a personaggi, con qualche misera eccezione, a dir poco impresentabili. Quali sono le sue responsabilità su un tema così scottante e delicato?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le scelte, purtroppo o a giusta ragione, vengono prese insieme ai partiti; in questo senso non c’è autonomia piena del sindaco anche se la legge lo prevede, ma nei fatti i partiti rivendicano a giusta ragione l’indicazione nei ruoli assessorili dei propri uomini. Sono convinto che sia gli assessori precedenti che questi che si sono succeduti hanno fatto e stanno facendo bene nell’interesse della comunità. Abbiamo unito più di una volta la motivazione, passione all’esperienza che servirà a raggiungere gli obbiettivi in maniera più rapida.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Come mai, allora, ha deciso di metterli alla porta?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Era necessario aggiungere, come dicevo poc’anzi, esperienza, professionalità, competenza e anche autorevolezza in ambito amministrativo. Credo che con alcuni uomini si sia fatto un passo in avanti. Prima c’era l’entusiasmo, la motivazione ma molte volte in politica tutto ciò non basta. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ciò che, forse, ha dato più fastidio alla collettività, che comunque il più delle volte ama stare in queste sporche manovre da cortile, è stato il modo di gestire il potere assegnatovi: clientelare, amicale e familiare, dimenticandovi, il più delle volte, di operare nell’interesse collettivo. Come mai non è riuscito a porre un freno a questo vergognoso &lt;em&gt;modus operandi&lt;/em&gt;? Molti le contestano, a giusta ragione a parer mio, di essere stato uno degli artefici di tale comportamento…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sono domande, le sue, che derivano da una non conoscenza del lavoro politico-amministrativo che si svolge in seno alle istituzioni. Abbiamo utilizzato sempre criteri oggettivi, trasparenti, cercando il meglio e coinvolgendo tutti. A volte si confonde la mia disponibilità, il mio servizio quotidiano ai cittadini con altre forme sciocche di gestione del potere. Quando sarà il tempo i cittadini esprimeranno i loro giudizi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Nella cronica incapacità di amministrare una città come San Giovanni Rotondo, le deficienze e le mancanze che più di tutte le altre sono risultate evidenti riguardano essenzialmente i seguenti nodi: le infrastrutture, da sempre il pomo della discordia di questa città, l’urbanistica nella sua globalità e lo scarso impegno nel risolvere uno dei problemi più gravi della comunità, vale a dire il degrado giovanile. Come mai si sono manifestate delle così palesi lacune a riguardo?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non ci sono state lacune, assolutamente! Una rimodulazione della città, e qui mi riferisco all’urbanistica, richiede tempo. Ed è in questo ambito che si prevedono una nuova viabilità, dei nuovi parcheggi e dei nuovi servizi. Fra qualche mese vedremo i frutti di questa pianificazione che poi dovremo comunque tradurre in atti amministrativi. Per quanto riguarda le altre questione da lei poste, credo che anche qui molti che in questo paese si sforzano di scrivere e si definiscono giornalisti, dovrebbero frequentare più Palazzo di Città, non fermarsi alla chiacchiera di strada e capire effettivamente come lavorano gli uffici e l’amministrazione. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come si fa a dire che in queste tematiche siamo stati assenti?! Nel corso di questi mesi tante sono state le attività e manifestazioni culturali che abbiamo promosso; progetti sociali per decine e decine di persone; abbiamo migliorato i servizi delle scuole materne; stiamo lavorando con le forze dell’ordine per ridurre il degrado giovanile cagionato essenzialmente dall’uso di droghe e dall’abuso di alcol. Tanti problemi che si sono presentati li stiamo affrontando e che di certo non si possono risolvere con la bacchetta magica. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Come più volte denunciato da altri diversi organi di stampa locali, il turismo religioso più che fonte di ricchezza sta diventando un fardello. Tante sono le problematiche che restano ancora da risolvere: la rete viaria, indecorosa per una città che all’anno ospita più di 5 milioni di turisti; la pulizia delle strade e dei giardini pubblici, l’accattonaggio di tanti questuanti e il disastroso degrado ambientale cagionato da una vergognosa speculazione edilizia che, a distanza di 6 anni dal Giubileo, ancora non conosce soste e la mancanza di promozione del turismo congressuale, una delle numerose promesse fatte in campagna elettorale. Come pensate di risolvere queste bollentissime patate, finora relegate nei più reconditi anfratti di Palazzo di Città?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Continuo a ripetere che conoscete poco la realtà di San Giovanni Rotondo. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A proposito del turismo, ci sono stati tra i cinquanta e i settanta tour operator, cinque continenti, venti nazioni che hanno dato la possibilità alla nostra comunità di farsi conoscere a livello internazionale. La promozione turistica in questa città viene fatta in maniera competente e professionale; è partito il primo master di turismo religioso a Foggia e questo ci ha permesso di lavorare con l’Università; con altri comunità del Gargano abbiamo dato vita a delle convenzioni per promuovere il turismo (diverso o complementare a quello religioso) nella nostra zona. È partito l’Itinerario della fede con le città di Assisi, Fatima, Gerusalemme e Roma. Questa città ha bisogno solo di tranquillità e serenità per fare in modo che la zona internazionale della città sia una zona di silenzio e preghiera. Su questo fronte, a breve terminerà il lavoro di spostamento di tutte quelle bancarelle che ubicate su Viale Padre Pio verranno dirottate nella zona dell’anfiteatro; si sta completando il punto di informazione turistica, tale da eliminare il volantinaggio; e, infine, con le forze dell’ordine, stiamo approntando una serie di azioni per porre fine all’accattonaggio. Come vede, c’è tanto carne a fuoco: basta solo saperla gustare&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Parafrasando Benedetto Croce mi vien da dire che questa città è la città degli onagrocratici, cioè degli asini. Si rende conto che i nostri migliori cervelli sono in fuga dalla nostra comunità e che non hanno nessuna intenzione di tornare proprio perché qui si tende, come al solito, privilegiare gli amici e, purtroppo, in un circolo vizioso sempre più perverso, gli amici degli amici?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non sono d’accordo con quanto dice. Io credo che San Giovanni Rotondo, rispetto ad altre realtà, viva una situazione di privilegio. Io penso che sia un problema del Sud in generale dove vi sono poche occasioni o opportunità per il lavoro intellettuale, per chi ha studiato e per chi possiede una laurea e per chi ha competenza, capacità e professionalità. La mia sfida, e di tutti quelli che decidono di restare, è di mettersi al servizio, con una disperata vitalità quotidiana a lavorare. Deve finire il tempo della chiacchiera, del piangersi addosso e del lamentarsi sempre. Bisogna lavorare duramente perché chi ha capacità in una città trova il giusto spazio, le giuste motivazioni e, di conseguenza, le giuste soddisfazioni. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In occasione della sua effervescente campagna elettorale, promise agli oltre ottomila votanti suoi simpatizzanti che la burocrazia comunale da lei definita, con una parola ad effetto, ‘lentocrazia’, sarebbe stata in grado di offrire al comune cittadino un servizio davvero efficiente e rapido. A distanza di un anno e mezzo, invece, i tempi della macchina burocratica sono sempre gli stessi; il personale è poco propenso, per usare un eufemismo, a soddisfare le richieste della cittadinanza; la strada a cui tutti ricorrono è sempre la stessa: chiedere un favore al dipendente amico oppure al consigliere comunale di riferimento. Quando bonificheremo questa prassi indecorosa e incivile?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo messo mano alla macchina burocratica da subito. Sono convinto che uno dei mali del Sud è la visione medioevale della burocrazia; ci sono dei vincoli, però, che negli ultimi anni hanno danneggiato la pubblica amministrazione. I primi interventi che abbiamo attuato riguardano le ‘progressioni’ sia orizzontali che verticali per motivare i più volenterosi e capaci, la formazione professionale proprio per eliminare una serie di comportamenti sbagliati e non corretti da parte dei dipendenti; stiamo tentando di aggiungere alla macchina burocratica altro personale perché gli attuali non ce la fanno a sostenere il carico di lavoro. Per il ruolo che la nostra città svolge nel panorama nazionale ed internazionale, occorrono altre, nuove risorse umane. Bisogna adeguare, e noi lo faremo, questa imponente struttura a questa fiumana di attività amministrativa. Mi considero un riformista, e le riforme avvengono sempre gradualmente. Le rivoluzioni hanno prodotto solo danni.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In una democrazia che voglia definirsi compiuta e rispondente delle aspettative dei tanti cittadini, la dialettica, anche aspra, tra maggioranza e opposizione è di fondamentale importanza; Ciampi diceva che la dialettica è il sale della democrazia. Per quale ragione nei consigli comunali, vero momento di confronto tra le diverse forze politiche, la discussione il più delle volte verte su questioni superflue e ridicole?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Su questo punto, condivido pienamente. Non c’è dialogo, non c’è confronto, non c’è rispetto tra gli uomini che in questa città fanno politica, anche non condividendo scelte, anche non avendo lo stesso retroterra culturale. Sicuramente farebbe molto meglio alla città un confronto serio, franco, tranquillo, a volte aspro, duro sui fatti, sulla programmazione e sulla pianificazione. Per fare questo bisogna avere la classe dirigente, e io credo che molte volte i più partecipano alla vita politica senza avere background culturale per poterla fare, e, quindi, questi ritardi si pagano nei consigli comunali e nei partiti. Spero, pertanto, che i più giovani possano ritornare a fare politica e occupare i partiti: per fare questo, però, occorre sacrificio, volontà e grandi capacità.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Cosa rimprovera all’opposizione, formata perlopiù da persone prive della spina dorsale necessaria per fare politica?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;All’attuale opposizione rimprovero di non incalzare adeguatamente la maggioranza di governo sui problemi della città.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Partito…&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Sindaco Mangiacotti, in politica la cinghia di trasmissione tra l’eletto e gli elettori è rappresentata dai partiti, nelle cui stanze si decidono le sorti non solo dei candidati ma anche dei cittadini. Prima di parlare delle attuali sorti dei Democratici di Sinistra, le chiedo: è rimasto soddisfatto delle gestione del partito da parte di Lauriola che a mio parere si è distinto più per la mediocrità cronica e la sua debolezza nella gestione del partito?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Lauriola è una persona per bene. Una persona seria ed onesta, caratteristiche che in politica sono fondamentali; una persona che ha raggiunto l’obbiettivo che si era posto, che era quello di portare a Palazzo di Città un candidato di sinistra. Questo fine che siamo posti e che poi abbiamo raggiunto lo si deve soprattutto a lui. Non posso che conferirgli i dovuti meriti, sia sul piano politico che su quello dell’organizzazione del partito.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In queste settimane si sta discutendo, e molto, dell’ingresso nella squadra di governo dell’ingegnere Siena, una figura che tanti danni ha provocato alla nostra città; era importante, quindi, dare alla collettività un segnale di rinnovamento e pulizia morale che con questa sua scelta è stato volutamente accantonato. Ci può spiegare, allora, perché si è indirizzato in questa erratissima direzione? Tutti ricorderanno le sue invettive, anche pubbliche, nei confronti del summenzionato personaggio…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Di invettive difficilmente ne faccio: sia se fanno parte del mio partito e sia verso gli avversari politici. Esprimo opinioni, valutazioni di natura politico-amministrativa, ma mai ho espresso opinioni sul piano personale o morale. Reputo Giuseppe Siena una persona perbene, onesta, seria e anche competente, competente come pochi in questa città. La sua partecipazione a livello amministrativo voluta da tutti i Ds, penso possa aggiungere, in termini di risoluzione dei problemi, molto.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il movimento politico-culturale “Amo San Giovanni Rotondo”, in una nota inviata al portale “Sangiovannirotondonet.it”, a proposito di ciò, ha scritto: “Dopo tanto lavoro all’interno del partito, il Mangiacotti si guadagnò la fama del rinnovatore e diede l’impressione di possedere capacità morali tali da poter davvero contribuire alla svolta in positivo della politica amministrativa del nostro Paese… Questa immagine rinnovata che era riuscita a dare anche ai Ds, gli permise di raggiungere la candidatura a Sindaco alle ultime elezioni amministrative”. Come mai in un lasso di tempo breve è passato dalla fama del rinnovatore a quello del restauratore, restauratore dei peggiori vizi che la politica sangiovannese ci ha propinato per diversi lustri?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Io vengo da un percorso di impegno civile, culturale, sociale e politico serio. E questo mio percorso è avvenuto gradualmente: assessore, poi consigliere, capogruppo nell’aula consiliare e, oggi, sindaco. Nel mio percorso ho portato tanti giovani in politica che, lo spero davvero, nell’arco di qualche anno possano esprimere il cambiamento di cui questa città ha un necessario bisogno. Io sono il frutto del rinnovamento e rappresento il rinnovamento in ogni contesto. Non si possono ottenere cambiamenti repentini in maniera rapida; c’è bisogno di un lasso di tempo non molto breve anche perché i giovani si ritirano sempre di buon ordine, per loro scelta e non perché sono costretti. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;I Democratici di Sinistra, il suo partito di riferimento, sono, da quando ha avuto inizio il segretariato di Lauriola, diventati un ectoplasma, una struttura priva di forza e idee. L’acme di questo sfascio è arrivato, sempre puntualmente ed inesorabilmente, con la nomina di Dragano a nuovo segretario del partito. Che cosa vi ha indotto a scegliere una figura del genere?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il nostro partito non è un contenitore privo di idee, anzi. Dalla mia guida per finire a quella attuale, il partito ha creato riviste, conferenze, convegni, ha approfondito molti temi relativi alla città, ha avvicinato e coinvolto molte risorse nuove. Negli ultimi sette-otto anni c’è stata, e ci sarà, una prospettiva nuova e diversa all’interno del partito. Basti pensare al fatto che in sede consiliare c’è un capogruppo donna e un segretario amministrativo giovanissimo; questi sono aspetti importanti, che devono essere colti e che verranno ancor più rafforzati nel costruendo partito democratico.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Non ha mai pensato che dietro a queste manovre della famosa triade (Siena, Marcucci e Dragano), che lei ha comunque avallato, ci fosse un chiaro “progetto” politico, che era quello di riprendere il potere, detenuto fino all’anno giubilare?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non c’è mai stata una triade e non c’è tuttora. Tolto Siena, che fa parte dell’esecutivo come assessore, gli altri due non detengono nessun potere. Le scelte che si fanno dal punto di vista politico-amministrativo vengono prese dalla maggioranza, dai partiti e, diverse, da me personalmente.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Un grande letterato del Seicento, Francois de la Rochefoucauld, indagando a fondo nell’animo umano, ha scritto: “Il più grande sforzo dell’amicizia non è mostrare i nostri difetti a un amico, ma fargli vedere i suoi”. Nel corso di questi anni all’interno del suo partito è stata applicata una legge ferrea, degna del peggiore totalitarismo: far fuori o relegare in un angolino tutti quei simpatizzanti che si opponevano ad un certo tipo di politica, per usare un eufemismo. Non sarebbe stato meglio, da parte vostra, ascoltare i consigli e le critiche, anche quelle più dure, provenienti da persone che tanto hanno fatto per il partito e per la politica in generale?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non sono a conoscenza di persone che hanno criticato il partito e che poi sono andati via o che stanno ad un angolo. Ripeto: c’è molta chiacchiera e poco lavoro in questo paese. Chiunque arrivasse nei Democratici di Sinistra e ha voglia di lavorare, c’è spazio per tutti; idee che possono essere in un primo momento di minoranza, successivamente possono diventare di maggioranza tranquillamente. La gente deve lavorare di più e guardarsi meno allo specchio.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Secondo lei, quindi, il partito è molto unito?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In questa fase è molto unito e coeso. Qualche malcontento ci sarà pure, che deriva comunque da delle aspirazioni personali che magari non sono state soddisfatte. In questa città c’è una sorta di contrattazione costante: chi sta fuori vorrebbe stare dentro, e per questo magari si tende a parlare male.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;In prospettiva…&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Come d’incanto, la debolissima e sconclusionata opposizione – un misto di democristiani incalliti e consiglieri pseudo-finto-indipendenti – le chiede, in un coro sempre più forte ed intonato, che lei rassegni le dimissioni e rimetta il mandato nelle mani degli elettori. Ha mai pensato di fare un gesto simile, che a mio parere sarebbe sacrosanto, visto quello che sta accadendo in questi convulsi e indecorosi mesi?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Assolutamente no! Credo che la maggioranza procederà unita con qualche visione diversa fino a quando lo riterremo opportuno, che io spero fino alla scadenza naturale della legislatura, con risultati per la città molto, ma molto importanti.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Un’ultima domanda, sindaco: in questa prima fase della sua legislatura ha avuta la possibilità di conoscere, in maniera diretta, la popolazione sangiovannese: aspettative, delusioni, richieste sono state tra i suoi principali pensieri. Come giudica la nostra cittadinanza, da sempre interessata all’interesse ‘particulare’, per dirla con Giucciardini, che non a quello collettivo, generale?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che la cittadinanza si interessi molto di più alle questioni di portata generale e agli interessi collettivi e che chieda la sindaco, per l’appunto, più questi aspetti che quelli di natura personale. Noi come istituzioni dobbiamo fare la nostra parte, ma, al contempo, i cittadini devono contribuire affinché questa crescita avvenga.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2386593855072652788-5708516237547466512?l=francescomelchionda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/feeds/5708516237547466512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2386593855072652788&amp;postID=5708516237547466512&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5708516237547466512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2386593855072652788/posts/default/5708516237547466512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://francescomelchionda.blogspot.com/2006/12/intervista-al-sindaco-mangiacotti.html' title='Intervista al Sindaco Mangiacotti'/><author><name>Francesco Melchionda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00189872876575878901</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
